Il dolore
Sui lungarni fetore e scarafaggi
I cittadini protestano, l’assessore Eligi promette d’intervenire
PISA. Fetore, zanzare e scarafaggi sui lungarni. Ecco che puntuali come ogni estate, ritornano le problematiche legate ad alcuni fossi e corsi d’acqua che circondano il centro cittadino. «Interverremo immediatamente là dove ci sono queste segnalazioni», annuncia l’assessore all’ambiente Federico Eligi.
Incile e canale dei Navicelli. Come accade ogni anno, nei periodi estivi con l'abbassamento del livello dell'acqua, emerge ogni sorta di rifiuti ingombranti con fetori nauseabondi tanto nella prima parte del fosso dei Navicelli - dove ci sono abitazioni civili - quanto nell'Incile. La morìa dei pesci per l'inquinamento di qualche giorno fa e l'assenza di ossigeno aumentano il fetore mentre continua lo sversamento di acqua putrida da due grossi tubi.
«È forse questa la qualità della vita e dell'ambiente che l'amministrazione dice di volere tutelare?», si chiedono un appena nato comitato di discussione sulla qualità della vita di Porta a Mare. «Non è dato da sapere se il Comune, l'Asl o le autorità preposte al monitoraggio dell'acqua e dell'aria abbiano mai prelevato ed esaminato dei campioni di acqua e quali siano eventualmente i risultati, nonostante le assicurazioni fornite dall'amministrazione comunale dopo lo sversamento di tre anni fa nel fosso dei Navicelli di sostanze tossiche che crearono una densa schiuma bianca sulla superficie dell'acqua e un'aria irrespirabile».
Il colore dell’acqua del Canale dei Navicelli nel tratto di via di Viaccia è color smeraldo ed all’imbrunire l’odore è nauseabondo.
Via Pietrasantina. Il colore del fosso è grigio, il fetore nelle ore notturne insopportabile. I residenti vivono barricati in casa. «Ho dovuto fare installare il condizionatore d’aria perché se apro le finestre svengo dal puzzo», racconta un residente. Le finestre chiuse proteggono dal fetore, ma anche dalle zanzare. «Tutte le volte che torniamo verso casa – osserva una mamma che abita in prossimità del distributore Tamoil – devo mettere al mio bambino di due anni i cerotti alla citronella per difenderlo dalle punture delle zanzare».
Tutto ciò avviene a poche centinaia di metri dalla Torre, mentre nel parcheggio scambiatore di via Pietrasantina sono decine e decine i bus carichi di turisti che si trovano avvolti da puzza e sciamo d’insetti. Sono sempre di più coloro che chiedono che il fosso venga “tombato”.
Via Battelli. Lì c’è il Fosso del Mulino. L’acqua non è nauseabonda e non ci sono, come negli scorsi anni, carrelli della spesa che venivano buttati lì visto che a pochi metri c’è un supermercato. La vegetazione ai bordi del fosso è altissima. Non vi è stata cioè la normale potatura che è di competenza della Provincia. Le piante alta e la presenza dell’acqua favoriscono il proliferare di zanzare e di ratti.
Lungarno Pacinotti e Mediceo. Qui si segnala la presenza nelle ore notturne di scarafaggi che escono dai tombini e dalle bocche di lupo. «Faremo un sopralluogo all’Incile e procederemo con una specifica disinfestazione contro gli scarafaggi nelle zone segnalate – anticipa Eligi – così come andremo a disinfestare la zona di via Pietrasantina dalle zanzare».
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