Sicurezza
La Metro: costretti a disdire il contratto perché insostenibile
L’azienda replica ai sindacati: «Siamo però pronti a sederci al tavolo per una trattativa che porti a un nuovo accordo»
PISA. Siamo stati obbligati a disdire la contrattazione di secondo livello perché insostenibile da un punto di vista economico, ma siamo disponibili a trattare per trovare un nuovo accordo.
Questa, in estrema sintesi, la risposta che la Metro Italia Cash and Carry, presente a Pisa con un magazzino dove lavorano un centinaio di persone, ha dato ai sindacati che sono sul piede di guerra dopo che l’azienda ha fatto saltare il contratto aziendale.
«Metro - ha fatto sapere ieri la società - ha perseguito per oltre due anni e finché è stato possibile l’obiettivo di definire un accordo con le rappresentanze sindacali, per una nuova e più sostenibile versione degli accordi integrativi, già scaduti dal dicembre 2007. Dopo aver segnalato in vari contesti l’urgenza di portare avanti scelte cruciali, presentando proattivamente una proposta di rinnovo delle componenti più critiche dei vecchi accordi e circostanziandola, l’azienda ha dovuto riscontrare con rammarico la persistente difficoltà ad ottenere risposte concrete o certezza sui tempi della trattativa da parte delle delegazioni trattanti, trovandosi costretta ad avvalersi della facoltà di recedere dall’attuale versione degli accordi integrativi. L’auspicio è che lo scenario attuale possa ridare pari equilibrio negoziale alla trattativa, nell’interesse delle 4.500 famiglie dei dipendenti. Metro Italia rinnova fin da ora la totale disponibilità al dialogo per la definizione di un nuovo accordo, migliorativo rispetto al contratto collettivo nazionale di riferimento».
È intervenuto anche Maurizio Casalotto Cossu, direttore della risorse umane di Metro Italia Cash and Carry: «Pur essendo stati costretti a presentare formale disdetta degli accordi integrativi, formuliamo l’auspicio che il periodo di preavviso di tre mesi che ora si apre possa dar luce ad una nuova fase della trattativa, caratterizzata da pari equilibrio negoziale e quindi maggiore efficacia. Tengo a dichiarare, a nome di Metro Cash and Carry, che l’azienda rinnova fin da ora la propria disponibilità a dialogare con le parti sociali per la definizione di un nuovo accordo».
L’atto formale di disdetta, con preavviso di tre mesi, vuole rappresentare - «contrariamente a quanto sostenuto in alcune dichiarazioni fuorvianti» - «un atto di responsabilità verso i lavoratori, con particolare riferimento ai giovani, ma non solo», e punta a dare «una nuova apertura e un nuovo respiro alla trattativa, definendo un arco temporale entro il quale è possibile definire una versione rinnovata e più sostenibile degli accordi, ponendo un termine chiaro e certo al periodo di ultravigenza degli accordi già scaduti nel dicembre 2007».
«Lo scenario auspicato - si legge ancora nel documento dell’azienda - è che le parti utilizzino il periodo di preavviso previsto dalla legge per convergere verso un accordo che riveda in chiave di futura sostenibilità le componenti attualmente più critiche del contratto integrativo. L’azienda rinnova fin da ora la propria disponibilità a dialogare con le rsu e le organizzazioni sindacali».
Metro Italia, parte di Metro Group, uno dei maggiori gruppi distributivi internazionali, è oggi presente sul territorio nazionale con 49 punti vendita all’ingrosso in 16 regioni, e uno staff di oltre 4500 dipendenti. Vanta oltre 1.200.000 clienti professionali attivi e più di 30.000 prodotti in assortimento, suddivisi in oltre 10.000 referenze per il settore alimentare (food) e oltre 20.000 referenze nel settore non alimentare (non food). Metro Cash & Carry è presente in 29 paesi con oltre 700 punti vendita self-service all'ingrosso. Con più di 120.000 dipendenti in tutto il mondo, l'azienda ha raggiunto un fatturato di circa 31 miliardi di euro nel 2011. Metro Cash & Carry è una divisione di Metro Group, una delle aziende di vendita al dettaglio più grande e più internazionale. Nel 2011 il Gruppo ha raggiunto un fatturato di circa 67 miliardi di euro
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