Sicurezza
I Cobas: le banche aiutino i lavoratori della Misericordia
PISA. «Da mesi gli stipendi arrivano con il contagocce e con gravi ritardi. Le banche fanno continue pressioni sui lavoratori perché rispettino i tempi di pagamento di mutui, perché paghino...
PISA. «Da mesi gli stipendi arrivano con il contagocce e con gravi ritardi. Le banche fanno continue pressioni sui lavoratori perché rispettino i tempi di pagamento di mutui, perché paghino puntualmente ogni mese. Ma come si fa a rispettare i tempi pattuiti quando riscuotiamo lo stipendio con settimane di ritardo? Capiamo bene la situazione in cui si dibatte la Misericordia, ma la nostra pazienza non è illimitata».
Comincia così una lettera aperta scritta dai Cobas: «Chiediamo al nuovo governatore Marchetti un intervento formale sulle banche perché non aumentino gli interessi a carico dei lavoratori, perché le banche assicurino loro piccoli fidi in caso di ritardo nei pagamenti. È forse troppo chiedere alla Misericordia di farsi carico di parte degli interessi per stipendi pagati in ritardo? Noi pensiamo di no! Da due settimane abbiamo inviato la richiesta di incontro prevista per fine luglio nell'intesa siglata per i contratti di solidarietà. Dopo le elezioni di metà giugno, si è insediato il nuovo consiglio e pensiamo che alcune settimane di tempo siano sufficienti per un quadro della situazione e per avviare quel confronto auspicato sul futuro della Misericordia».
«I contratti di solidarietà - proseguono i Cobas - non sono stati applicati in alcuni settori, perché una riduzione oraria è risultata incompatibile con la organizzazione dei servizi e dei turni, a dimostrazione che ogni ipotesi di risanamento della Misericordia non può concretizzarsi in tagli occupazionali. Del resto, gli organici attuali sono indispensabili ad erogare i servizi».
«Non abbiamo notizie - sottolineano ancora i Cobas - dell’esito degli incontri avuti dal nuovo governatore con banche e amministrazioni locali. Vorremmo qualche chiarimento sulla gestione dei servizi, alcuni dei quali in scadenza di appalto. A quasi due mesi dall’elezione del governatore è ragionevole chiedere, a questo punto per settembre, un incontro preceduto da qualche comunicazione formale (entro Ferragosto) che dia risposte ai quesiti sollevati nelle ultime settimane da noi e dal personale».
«Ci meraviglia - concludono i Cobas - che le altre organizzazioni sindacali non abbiano ancora preso posizione. Da parte nostra ribadiamo la necessità di calendarizzare per settembre un incontro».
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