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Costa 1.700 euro a persona la Società della salute

di Carlo Venturini
Costa 1.700 euro a persona la Società della salute

PISA. «Abbiamo attratto oltre 5 milioni di euro dalle fondazioni bancarie e dall’Unione europea, i nostri bilanci sono in pareggio ed il nostro personale è composto da quattro precari». Sono solo...

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PISA. «Abbiamo attratto oltre 5 milioni di euro dalle fondazioni bancarie e dall’Unione europea, i nostri bilanci sono in pareggio ed il nostro personale è composto da quattro precari».

Sono solo alcuni numeri che Maria Paola Ciccone, presidente della Società della salute (Sds), sottolinea in relazione alla spending review nel settore sanitario che verrà discussa in consiglio regionale il 9 agosto. La Sds, creata nel 2005, è entrata almeno da due anni nel mirino di quanti ne vogliono la cancellazione, perché considerata costosa ed inutile.

«Forse non tutti sanno - dice Ciccone - che il personale che lavora per la Sds è formato da dipendenti di ruolo dei nove Comuni associati e dell’Usl 5, mentre il personale aggiunto è composto da quattro precari con compiti di programmazione socio-sanitaria».

La Sds si finanza con i contributi dei Comuni e dell’Asl «Con la nostra attività – spiega la presidente Ciccone – non sono stati sottratti fondi dal sanitario e dirottati verso il sociale, ma è stato aumentato l’impegno dei Comuni con contribuzioni straordinarie di quello di Pisa e aumenti di due euro della quota ordinaria pro capite per ogni cittadino dei nove Comuni pisani».

Tutti gli organismi politici e di partecipazione operano gratuitamente.

Se a preoccupare i detrattori della Sds sono i suoi bilanci, in realtà si scopre che questi in perfetto pareggio. «Abbiamo chiuso in pareggio ogni anno i nostri bilanci, senza buchi sia per la parte sociale che ammonta a circa 20 milioni di euro, sia per quella sanitaria che è di 15 milioni di euro».

Il costo pro capite medio per cittadino utente è di circa 1.700 euro l’anno. Il costo di un ricovero ospedaliero è mediamente in Italia di 3.500 euro a settimana.

Il presidente della Sds aggiunge: «Abbiamo centrato gli obiettivi del Laboratorio della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che monitora la sanità in Toscana su commissione della Regione, risultando nel 2010 la prima Società della salute della Toscana tra quelle con città capoluogo».

«Questo modello gestionale ha anticipato con convinzione e successo già dal 2005 i contenuti della spending review di Monti», prosegue con orgoglio Ciccone.

Che ricorda come la Sds pisana abbia saputo coniugare i bisogni di un Comune di circa 600 abitanti come Orciano con quelli dei Comuni intermedi fino a quello capoluogo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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