Sicurezza
Famiglie pisane sempre più indebitate
Secondo uno studio realizzato dalla Cgia di Mestre l’esposizione media è cresciuta di oltre mille euro in un anno
PISA. L’indebitamento delle famiglie pisane continua a crescere. In un anno è aumentato di oltre mille euro, per la precisione 1.014. Questo significa che, ogni giorno, sale di 2,7 euro. Il “contatore” del debito non si ferma mai. Non sarà una sorpresa, ma di sicuro, con i numeri davanti agli occhi, è più forte la percezione delle difficoltà economiche, acuite da crisi e disoccupazione. E’ la Cgia, l’associazione artigiani e piccole imprese di Mestre, ad aver messo in fila le province italiane (cifre al 31 dicembre 2011). Per fissare subito la situazione pisana ecco un altro dato: l’indebitamento medio delle famiglie italiane, che stava sotto i 20mila euro, ha superato tale quota di 107 euro.
Indebitamento. Nella nostra provincia questa soglia è stata largamente superata: 22.842 euro. La cifra si riferisce agli impieghi per famiglia, ovvero le somme utilizzate per l’accensione di mutui destinati all’acquisto di un’abitazione oppure per sostenere prestiti relativi all’acquisto di auto e moto (e in generale di beni mobili); e poi credito al consumo, finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili e altro. In questa classifica dell’indebitamento, le famiglie pisane si trovano al ventesimo posto nazionale (sulle 110 province prese in considerazione dall’analisi della Cgia). Detto che nella graduatoria svettano Roma e Milano - anche perché l’indebitamento più alto spesso deve essere attribuito a coloro che più hanno disponibilità economiche - nelle prime venti province, prima di arrivare a quella di Pisa, si trovano solo realtà del nord e del centro Italia; a chiudere Vibo Valentia, Enna e Ogliastra, dunque tutti territori dall’altra parte dello Stivale. A livello toscano il peso dei debiti pisani è in buona compagnia, nel senso che viene preceduto da Prato (quinto posto assoluto), Siena (tredicesima) e Firenze (diciannovesima); Livorno e Lucca sono in posizione numero 26 e 36.
L’effetto crisi. L’ufficio studi della Cgia ha poi allargato il tiro, cercando di capire cosa è successo nell’arco temporale della crisi. In pratica, ha paragonato gli impieghi bancari delle famiglie al 31 dicembre 2008 con quelli alla fine dello scorso anno. In questa ulteriore classifica Pisa “perde” qualche posizione e si ritrova, su scala nazionale, al 24º posto: è passata da 16.332 euro a 22.842 euro. Ciò significa dover affrontare un indebitamento più alto di 6.510 euro, cifra che corrisponde ad un salto del 39,9%. Nella media italiana l’incremento si è “fermato” al più 33,4%. In questo caso, la posizione su base regionale delle famiglie pisane è proprio a metà: davanti Livorno (+50,9%), Grosseto, Arezzo e Siena; stranamente Firenze è ultima e il suo segno “più” non è andato oltre il 29,8%.
Il reddito. Dove Pisa sta più in alto, ma non è certo un vanto, tutt’altro, è nella terza graduatoria realizzata dalla Cgia, quella del peso dell’indebitamento delle famiglie sul reddito. Per la provincia pisana - al 19º posto assoluto in Italia - gli impieghi complessivi sono di 4.031 (in milioni di euro), mentre il reddito disponibile è di 7.918 (questa è la cifra totale al netto del prelievo fiscale). Il rapporto che si ottiene rivela un’incidenza del 50,9% dell’indebitamento delle famiglie sul reddito disponibile. Oltre la metà delle risorse economiche familiari quindi viene assorbita dalla necessità di sostenere il peso dell’ammontare dei debiti. La media italiana (46,1%) è inferiore a quella pisana. La nostra provincia, rispetto alle altre realtà toscane, è decisamente sbilanciata: solo Prato (9º posto nazionale) e Livorno (10º posto) hanno un rapporto superiore, rispettivamente con il +54,7 e il +53,7%. Siena non è distante da Pisa con il suo +49,9%; mentre per trovare le altre province toscane occorre scendere fino al 47,6% di Pistoia, con Firenze solo al 43,5%.
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