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Pisa

Due evasori traditi dalle auto di lusso

Due evasori traditi dalle auto di lusso

Nella rete della Guardia di finanza un piccolo imprenditore edile e un commerciante di carni

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SAN MINIATO. Traditi dal “macchinone”, dalla voglia di farsi vedere al volante di auto di grossa cilindrata anche se comprate grazie anche a una certa distrazione nei confronti dell’erario. Insomma, i due imprenditori “pizzicati” dalla guardia di finanza della compagnia di San Miniato si erano dimenticati di presentare le dichiarazioni dei redditi.

A loro i finanzieri sono arrivati dopo avere rilevato la targa delle auto di grossa cilindrata su cui viaggiavano. I due non sono stati fermati all’uscita dal bar o di un ristorante come è successo in altre realtà. Finanzieri in borghese hanno semplicemente preso nota delle targhe di alcune vetture di lusso e poi hanno fatto una serie di controlli con le banche dati a disposizione. Hanno così concentrato la loro attenzione (ma altri controlli sono in corso) su un cittadino albanese (un piccolo imprenditore edile di Santa Croce sull’Arno) ed un italiano (un commerciante al dettaglio di carne con aziende a San Miniato e punti vendita in altre realtà della Toscana). Gli uomini delle Fiamme gialle hanno visto che le imprese riconducibili ai proprietari delle due auto non avevano presentato le dichiarazioni dei redditi ed Iva per gli anni di imposta 2009 e 2010. E le successive verifiche fiscali avviate hanno consentito di ricostruire l'intero volume d'affari generato dalle società. Si parla di aziende che, secondo la Finanza, hanno occultato al fisco elementi positivi di reddito per circa 3.870.000 euro ed Iva per circa 354.000 euro.

Ecco là, dalla semplice lettura di una targa sono saltati fuori due evasori totali. È stata di conseguenza proposta alla competente agenzia delle entrate l'applicazione delle misure cautelari sui beni dell'impresa (cioè ne è stato chiesto il sequestro), previste dall'articolo 22 del decreto legislativo n. 472/1997, per garantire la pretesa erariale. «L'evasione fiscale crea un danno alla collettività e cioè allo Stato. – ricorda il comandante della Finanza di San Miniato, il capitano Francesco Falso – I mancati introiti derivanti dell'evasione creano un aumento del deficit pubblico con conseguente riduzione degli interventi statali di stimolo per la crescita economica generale. Soprattutto, però, l'evasione fiscale genera concorrenza sleale e crea danni etico-morali ai contribuenti onesti con il conseguente aumento della tassazione e del prelievo fiscale in capo a questi ultimi».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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