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Pisa

Ancora in calo la produzione industriale

Ancora in calo la produzione industriale

La Camera di Commercio: -3,2% nel primo trimestre, mentre si ferma il crollo occupazionale (+0,6)

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PISA. Nel primo trimestre del 2012 l’industria pisana, coerentemente con lo stato di profonda difficoltà dell’Europa e dell’Italia (-6,0% la produzione tendenziale), fa segnare una contrazione dell’attività produttiva del 3,2%. Se per Pisa il ritorno ad una fase recessiva sembra essere meno traumatica rispetto alla Toscana (-4,2%), un’analisi più attenta delle evoluzioni dei trimestri suggerisce invece come la nostra provincia abbia sfruttato meno la precedente fase ciclica positiva. E il fatturato dell’industria pisana, che sembrava stabilizzarsi, fa segnare una diminuzione (-5,6%) peggiore rispetto al livello regionale (-3,5%). Il forte calo degli ordini complessivi (-4,6%) desta forte preoccupazione, anche se il +2,9% segnato dalla componente estera lascia ben sperare per le evoluzioni delle imprese che intrattengono relazioni con gli altri mercati.

Dopo ben tredici trimestri consecutivi di contrazioni sembra essersi arrestata l’emorragia occupazionale (+0,6%), ma questo non risolvono la questione della diminuzione ella quantità di lavoro necessaria allo svolgimento dell’attività produttiva.

La crisi si spande a macchia d'olio all’interno del manifatturiero: solo tre comparti sugli undici monitorati fanno segnare una crescita produttiva ed anche il cuore del sistema produttivo, rappresentato dalla piccola (-7,0% la produzione) e media (-3,8%) industria, registra una contrazione. Variazioni di segno positivo interessano la meccanica (+6%), i minerali non metalliferi (+15,8%) e le calzature (+0,7%). A soffrire il calo della domanda sono soprattutto i settori del comparto moda come il tessile-abbigliamento (-14%) e il cuoio (-6,9%). I metalli lasciano sul terreno il 3,4%, il settore dei mezzi di trasporto l’1,4%, gli alimentari il 12%, il legno-mobili il 10,3% e la chimica il 7,9%. Le prospettive per il secondo trimestre del 2012 segnalano un ulteriore peggioramento.

«La situazione - afferma Pierfrancesco Pacini, presidente della Camera di Commercio - continua a destare forte preoccupazione. L’Ente Camerale mette in campo una serie di iniziative dedicate alle piccole realtà produttive. Tra queste mi preme ricordare, per la loro rilevanza, le azioni che mirano a far uscire le imprese dalla dipendenza dei mercati nazionali come i contributi a fondo perduto a favore di progetti di internazionalizzazione ed il sostegno alla partecipazione a fiere internazionali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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