Finanza
Metro disdetta l’integrativo
I sindacati proclamano una giornata di sciopero: la crisi economica non giustifica un atto così drastico
PISA.
L’azienda di vendita all'ingrosso di prodotti food e no food, Metro Italia Cash & Carry, ramo italiano della multinazionale di Dusseldorf, ha annunciato la disdetta della contrattazione di secondo livello, «mettendo a rischio così più di quaranta anni di accordi sindacali sottoscritti a livello nazionale e territoriale». Lo annuncia il sindacato Filcams Cgil che ricorda come l'azienda tedesca sia presente a Pisa da più di venti anni con il magazzino di Ospedaletto che occupa oltre cento dipendenti. La decisione dell’azienda è stata una specie di fulmine a ciel sereno, nel senso che la controparte, a quanto afferma, non se l’aspettava.
Per questo motivo è stata dura la reazione delle organizzazioni sindacali nazionali (oltre alla Filcams Cgil, anche la Fisascat Cisl e la Uiltucs Uil) che hanno immediatamente proclamato una giornata di sciopero in tutte le unità produttive Metro per il prossimo 6 ottobre e altre dodici ore di sciopero da svolgersi senza preavviso entro il 30 settembre con le modalità che verranno stabilite dalle rappresentanze sindacali aziendali.
«Le difficoltà economiche dovute alla crisi generale non possono giustificare un atto unilaterale così drastico che mette in discussione oltre quarant’anni di accordi siglati dalle parti a livello nazionale, ma anche a livello di magazzino», dichiara Cinzia Bernardini, segretaria generale della Filcams Cgil di Pisa, la quale sta seguendo da vicino la vertenza.
L’altro ieri si sono svolte le assemblee nel punto vendita di Pisa, al termine delle quali sono state individuate azioni immediate di contrasto a questa decisione aziendale.
«Siamo rimasti allibiti per la disdetta ricevuta dall’azienda – spiega David Cecconi, a nome della rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) – un atto così grave ci vede costretti da subito a proclamare lo stato di agitazione che si svolgerà con il blocco totale degli straordinari, il blocco della mobilità tra i vari reparti del magazzino e una serie di scioperi da proclamare a sorpresa come ci è stato indicato dalle organizzazioni sindacali».
La disdetta del contratto aziendale e degli accordi di secondo livello - spiegano i sindacati - avrebbe ricadute pesanti sulle condizioni dei dipendenti sia a livello economico che normativo, perché la contrattazione integrativa contiene norme sulla retribuzione, il lavoro domenicale, gli orari, il premio di produttività, ecc. Insomma, una serie di elementi che vanno a migliorare il trattamento previsto dal contratto nazionale.
«La scelta della direzione Metro - sottolinea ancora Bernardini - è una sorpresa, anche perché nel corso degli anni l'azienda si è sempre dimostrata attenta alle relazioni sindacali e alle richieste che sono state formulate dai lavoratori e dai loro rappresentanti, ricevendo in cambio disponibilità, professionalità e condivisione nel raggiungimento degli obiettivi».
Nel documento di disdetta degli accordi di secondo livello, che è stato inviato alle organizzazioni sindacali, si dichiara che la decisione sarà effettiva tra novanta giorni. Tre mesi nel corso dei quali non si dispera di trovare un’alternativa capace di rasserenare il clima ed evitare gli scioperi. Da questo punto di vista i rappresentanti dei lavoratori si dicono pronti a sedere intorno a un tavolo. E a farlo quanto prima.
«Siamo disponibili a riavviare una trattativa che possa individuare un’alternativa a scelte così gravi, per arrivare alla definizione di un contratto integrativo condiviso da entrambe le parti – fa sapere la rappresentanza sindacale unitaria –. Quando ci sono stati problemi li abbiamo sempre affrontati, ma non si può pensare di cancellare in questo modo accordi condivisi che portano salario e garantiscono diritti ai lavoratori».
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