Il Tirreno

Pisa

Comune condannato per un gatto

di Antonio Scuglia
Comune condannato per un gatto

2.500 euro per il morso dato dal micino al dito di una signora nel cortile della scuola Newbery

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PISA. Il morso di un gattino al dito di una signora costa al Comune oltre 2500 euro: strano ma vero.

Il caso di una signora che aveva riportato un’infezione in seguito a un curioso episodio avvenuto nel cortile della scuola Newbery a Marina è finito davanti al giudice di pace: la sentenza (928/2012) porta la firma del dottor Carlo Scognamiglio, che ha comunque alleggerito la posizione di Palazzo Gambacorti attribuendo comunque alla donna un concorso di colpa.

La vittima dell’incidente era assistita dall’avvocato Serena Sbrana, il Comune dagli avvocati Leandro Barsotti e Giulio Torsoli.

Nel settembre 2009 la donna si era recata alla Newbery per accompagnare il figlio che frequentava la scuola materna: giunta dinanzi al cancello vide un cucciolo di gatto che si trovava in una pozza d’acqua, e per evitare che il figlio lo prendesse in collo, lo afferrò per toglierlo dalla pozzanghera; il cucciolo le morse l’indice della mano destra, davanti a una collaboratrice scolastica poi chiamata a testimoniare.

Agli inizi di ottobre la donna avvertì un dolore acuto al dito, iniziò le cure mediche con antinfiammatori e poi antibiotici poiché il suo stato di salute peggiorava, a novembre andava al pronto soccorso. La diagnosi parlava della cosiddetta “malattia da graffio del gatto” dovuta al batterio della bartonella.

Saputo che il gatto apparteneva alla colonia felina, censita dal Comune di Pisa, presente nel cortile della scuola Newbery .

Risultato vano il tentativo per ottenere in via bonaria il risarcimento dei danni, la donna a quel punto ha fatto causa davanti al giudice di pace.

Il quale rileva in sentenza: «Dall’attento esame - anche e soprattutto critico-logico - di tutto quanto emerso dalla documentazione prodotta dalle parti e dalla complessa istruttoria orale anche attraverso “il confronto” non solo tra le varie deposizioni testimoniali ma anche tra queste e la documentazione (anche fotografica) prodotta, deve essere affermata la responsabilità del Comune, ma al verificarsi dell’evento ha anche contribuito, con un concorso di colpa che si ritiene giusto quantificare in un terzo, il comportamento colposo dell’attrice».

Da una parte, secondo quanto è emerso nel dibattimento, il Comune sapeva che la “colonia di gatti” era stanziata nel giardino della scuola, ma ha «omesso di garantire l’osservanza e l’attuazione delle norme igienico-sanitarie poste a presidio e tutela della pubblica incolumità».

Dall’altra, il magistrato rileva «il comportamento colposo dell’attrice caratterizzato soprattutto da imprudenza ma anche da negligenza (scarsa accortezza)»: prendere il mano il gatto, «pur se umanamente comprensibile, è stato sicuramente imprudente ed anche poco accorto».

Rispetto alla richiesta di 1700 euro di risarcimento, il giudice ne ha accordati 700 euro. Compensate nella misura di un terzo le spese processuali, il Comune dovrà pagare altri 1500 euro più Iva e Cap.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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