Sicurezza
Arno, scavo urgente per liberare la foce dall’insabbiamento
La proposta sarà discussa mercoledì nel corso di un incontro alla Lega Navale tra gli enti, la Capitaneria e le associazioni
PISA. Tutti allo stesso tavolo, finalmente. Per interrogarsi sull’insabbiamento della foce dell’Arno (e conseguente non navigabilità). E su cosa fare, chi, quando. Si attendono risposte dall’incontro fissato per mercoledì pomeriggio nella sede della Lega Navale, il soggetto che si è preso l’impegno di organizzazione il grande faccia a faccia. Punto primo: uscire dal groviglio di competenze. Passaggio necessario per andare poi alla fase operativa. Convocati alla Lega Navale le istituzioni (Regione, Provincia, Comune), la Capitaneria di Porto, l’Ente Parco, le associazioni di categoria. Spunta in anteprima, così almeno sembra, la volontà di fare un intervento (urgente) per scavare e rendere navigabile alla foce il canale dentro l’alveo del fiume utilizzato dalle imbarcazioni più grandi. Un canale largo un paio di metri e lungo un centinaio. E i soldi necessari? La Provincia, intanto, spiega che non ha competenze, ma che è pronta a sostenere in parte i lavori urgenti.
Chi fa cosa. A proposito delle competenze, al centro in questi giorni di un vivace dibattito, l’assessore provinciale all’ambiente Valter Picchi ha inviato ai vari soggetti interessati, pubblici e non, una lettera in cui chiarisce quali sono, allo stato, i compiti assegnati all’amministrazione. «Attualmente - spiega rivolgendosi a Regione, Parco, Comune, Capitaneria di Porto di Livorno, Ufficio locale marittimo, Provveditorato opere pubbliche, associazioni Cna e Confcommercio - il fiume, tra la città e il mare, non è classificato navigabile; e solo quando lo sarà, a seguito di uno specifico atto della Regione, le competenze per la normativa vigente spetteranno alla Provincia». Ma in ogni caso, prosegue, «esse saranno circoscritte alle “acque interne”, vale a dire fino al limite con il demanio marittimo, che è situato alla confluenza dell’Arnino. Quindi la “barra di foce”, posta ben più a valle, addirittura in mare aperto, non sarà compresa tra queste funzioni». Sull’Arno, oggi la Provincia ha competenze relative «a tutela, salvaguardia e rischio idraulico: questo - aggiunge Picchi - per precisare gli aspetti istituzionali. Ciò detto, l’amministrazione, voglio ricordarlo, ha sempre assicurato il proprio impegno per la soluzione delle varie problematiche gravanti sul tratto in questione: sia in ordine alla golena in riva sinistra (con l’intesa del 2008 tra enti e rappresentanze degli imprenditori); sia nell’affrontare il tema delle future competenze sul transito in acque interne (dopo la legge regionale 66 del novembre 2009)».
Navigabilità. Proprio in questo ambito, «fin dall’emanazione della legge - ricorda Picchi - sono stati presi contatti con la Regione per fare classificare “navigabile” l’Arno nel tratto Pisa-foce e ottenere le risorse necessarie all’assolvimento delle funzioni assegnate, quantificate in 470.000 euro all’interno della nota trasmessa nel luglio del 2010». Picchi esplicita che «fin d’ora la Provincia è disponibile a contribuire ad interventi urgenti» per il problema della foce insabbiata. Il tavolo dovrà dire il resto.
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