Sicurezza
Lavori per rifare la volta del Teatro Verdi
Paga la Fondazione Pisa: 195mila euro. Il Comune ne aggiunge 162mila per gli impianti
PISA. 195mila euro dalla Fondazione Pisa (ex Fondazione Cassa di Risparmio) per il consolidamento e il restauro pittorico della volta del Teatro Verdi; altri 162mila dal Comune per lavori impiantistici urgenti da svolgere nel resto della struttura. Un agosto di manutenzione al teatro, con un calendario di lavori che prevede la conclusione in tempo per la stagione operistica, da fine settembre.
Così, dopo due anni dal distaccamento di una parte di intonaco dalla cupola, il Verdi recupererà il suo splendore ottocentesco e la sua acustica, che un telo posto in soffitta aveva parzialmente modificato; ma l’accorgimento era necessario per l’incolumità degli spettatori. La parte più artistica del “tagliando” svolto a vantaggio dell’edificio è a cura della Fondazione Pisa e comprende anche la sistemazione delle scale e delle passerelle in legno del sottotetto, utilizzate per raggiungere il graticciato del palcoscenico che si adopera per le manovre dei cambi di scena.
Mauro Ciampa, della Fondazione Pisa, evidenzia che non solo «sarà ripristinata bellezza della parte formale», cioè gli intonaci che si ammirano dal basso; ma anche la struttura lignea superiore, che è «un’opera d’arte a sé: invito il Teatro a farla visitare». La proposta è subito accolta dall’assessore alla cultura Silvia Panichi, che da tempo suggerisce percorsi turistici alternativi «per una città oltre il Duomo: io ci credo e il Teatro va assolutamente valorizzato», anche con mostre sui nomi che l’hanno reso grande. Uno su tutti: Titta Ruffo.
Ma c’è una serie di interventi meno “nobili” da svolgere eppure altrettanto importanti: «Tante cose devono essere a posto affinché tutto proceda bene», ricorda Panichi. La nuova caldaia (43mila euro) è il più urgente: quella attuale non garantisce di reggere per il prossimo inverno e consuma tantissimo. Altri 70mila euro sono previsti per l’impianto di telegestione e regolazione elettronica del riscaldamento: ora, se si accendono i termosifoni, si deve per forza scaldare tutto il Verdi. Il nuovo impianto separa il riscaldamento dalla produzione di acqua calda e consente accensioni e spegnimenti autonomi in platea, ridotto, biglietteria e bagni: porterà un risparmio enorme. Ancora, sarà riparato il controllo delle luci (49mila euro), danneggiato da un fulmine quattro anni fa.
L’assessore ai lavori pubblici, Andrea Serfogli commenta: «In un momento delicato per le casse pubbliche, riusciamo a investire nella cultura». (g.c.)
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