Sicurezza
Il Comune al fianco dei balneari
Bandiere a mezz’asta e ombrelloni chiusi contro la decisione di mettere le spiagge all’asta
TIRRENIA. Da ieri bandiere a mezz’asta in tutti gli stabilimenti del litorale, nelle piazze di Marina e Tirrenia e sul pennone di palazzo Gambacorti. Infatti, l’assessore con delega al litorale, Andrea Serfogli, alla fine della conferenza stampa che si è tenuta al bagno Vittoria (Tirrenia) nel giorno della serrata degli stabilimenti, ha preso in consegna le due bandiere delle associazioni di categoria Sib e Fiba, per issarle a mezz’asta insieme a quella del Comune simbolo della città, in segno di solidarietà con i balneari. La protesta dei concessionari è durata fino alle 11, ombrelloni chiusi fino a quel momento per riportare nuovamente l’attenzione sulla direttiva Bolkestein che prevede la vendita all’asta delle spiagge a fine 2015.
«L’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) insieme alle associazioni di categoria, di fronte alla sordità delle istituzioni alle richieste dei balneari di istituire un tavolo di concertazione per affrontare il problema e trovare una soluzione – afferma l’assessore Serfolgi -, ha pensato di dare vita a questa protesta. Ci stiamo avviando verso il 2015 e ancora non sappiamo in che forma avverranno queste aste e non c’è nessuna garanzia per i concessionari. Gli stabilimenti balneari sono una peculiarità italiana di cui bisogna tenere conto. E non dobbiamo dimenticare che se il litorale detiene da diversi anni la Bandiera Blu, è anche grazie ai servizi sempre più qualificati che gli stabilimenti hanno introdotto. La nostra posizione è anche quella tenuta da tutti i Comuni costieri della Toscana».
L’assessore ha poi sottolineato l’assurdità di questa direttiva che, secondo i balneari, «manda a morire 30mila imprese che hanno investito in base a norme certe e che di colpo si sono viste cambiare le regole in corso d’opera».
Infatti, nel 1999 è stato firmato un protocollo d’intesa tra Parco, Soprintendenza, Comune, Provincia, Asl e stabilimenti per procedere alle riqualificazioni degli stabilimenti, molte delle quali, con la prospettiva della vendita all’asta, si sono fermate o non sono partite. «La nostra preoccupazione – ha aggiunto Serfogli - è che con la vendita all’asta arrivino dall’estero anche capitali di dubbia provenienza. In quest’ottica è quindi necessario rivedere la direttiva».
«Da parte nostra c’è grande preoccupazione per la mancanza di risposte da parte del governo e ringraziamo invece Comune e Provincia per il sostengo che ci danno – afferma Fabrizio Fontani, di Sib Confcommercio Pisa -. Noi abbiamo fatto un contratto con lo Stato, ma le regole sono state cambiate all’improvviso. Negli stabilimenti balneari lavorano intere famiglie oltre al personale».
Alessandro Cordoni, presidente del litorale per Confesercenti, ha aggiunto: «Non capisco per quale motivo il governo non abbia recepito la posizione degli enti locali». Anche Salvatore Sanzo, assessore provinciale al turismo, ha espresso piena solidarietà ai balneari ricordando la sua partecipazione al tuffo dei 100mila dello scorso anno in segno di protesta contro la vendita delle spiagge all’asta.
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