La manifestazione
La studentessa ha lottato con l’aggressore
PISA. La giovane studentessa ha lottato e gridato, è riuscita ad avvisare la compagna che era in un’altra stanza del ladro che si era introdotto in casa alle 4 del mattino per rubare, ma che...
PISA. La giovane studentessa ha lottato e gridato, è riuscita ad avvisare la compagna che era in un’altra stanza del ladro che si era introdotto in casa alle 4 del mattino per rubare, ma che - entrato nella sua stanza - aveva tentato di violentarla. Un rapporto sessuale che non c’è stato grazie alla pronta reazione della vittima.
La squadra mobile, ieri mattina in una conferenza stampa, ha aggiunto altri particolari alla notizia che avevamo anticipato: un tunisino di 21 anni, Karim Nefzi, è accusato di violenza sessuale grazie a un’impronta ritrovata su una maniglia della casa.
Karim Nefzi era stato arrestato il 16 luglio scorso al culmine di una catena di furti in abitazioni nella centralissima piazza Santa Caterina. Due giorni prima, il ladro si era introdotto in un’abitazione di Porta a Lucca per rubare. In casa, c’erano due studentesse che stavano dormendo. Il ladro s’introduce in una camera quando scorge una delle due ragazze che sta dormendo, sola nella sua camera. È in quel momento che cerca di approfittare della ragazza che dopo un primo momento di choc, reagisce.
La ragazza fa un resoconto preciso agli investigatori della squadra mobile guidati da Giuseppe Testaì. Dopo due giorni le volanti arrestano un tunisino entrato in un’abitazione con le medesime modalità. Subito, s’ipotizza che il giovane nordafricano sia la persona ricercata per violenza sessuale alla studentessa. Ma manca la prova. E la prova salta fuori nel corso di un sopralluogo nella casa della studentessa dove, sotto il cuscino di una poltrona, viene rinvenuta la maniglia di una porta che era difettosa e che il tunisino aveva impugnato. La polizia scientifica ha accertato che su quella maniglia c’erano le impronte di Karim Nefzi.
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