Il dolore
Un resort nel Parco piace al sindaco e ai commercianti
PISA. «L’idea del presidente Manfredi mi pare buona e utile a consentire il mantenimento della villa e dell’ambiente che la circonda, fino alla spiaggia del Gombo». La proposta avanzata dal...
PISA. «L’idea del presidente Manfredi mi pare buona e utile a consentire il mantenimento della villa e dell’ambiente che la circonda, fino alla spiaggia del Gombo». La proposta avanzata dal presidente del Parco Fabrizio Manfredi di un resort di lusso a San Rossore, da ottenere ristrutturando la villa presidenziale del Gombo, incontra subito il favore del sindaco Marco Filippeschi, che aggiunge: «Valorizzare il patrimonio della tenuta di San Rossore è un obiettivo fondamentale per il Parco e per la città. Le regole che il Parco ha e che può darsi garantiscono sulla qualità e sostenibilità ambientale della ricettività».
L’idea del resort nella tenuta trova pienamente d’accordo anche le associazioni di categoria del commercio. Per Confcommercio e Confesercenti, infatti, si tratterebbe di una grande occasione per qualificare e far crescere l’offerta turistica della città. «Come associazione siamo sempre favorevoli ad iniziative che qualifichino il territorio aumentandone ulteriormente la capacità di attrazione – commenta il direttore di Confcommercio, Federico Pieragnoli -. Pisa ha infatti bisogno di diversificare la propria offerta turistica, proprio con strutture anche rivolte a clientele diverse e di alto livello. Qualche perplessità viene dal periodo che stiamo vivendo – aggiunge Pieragnoli -. Il privato dovrebbe sostenere un grande investimento in una congiuntura economica delicata. E soprattutto con ritorni non immediati. Sarebbe quindi – è la conclusione del direttore di Confcommercio – una splendida idea, che però risulta forse di difficile realizzazione proprio per il periodo economico che stiamo attraversando».
E proprio sulle ricadute turistiche insiste il direttore di Confesercenti, Marco Sbrana: «Un progetto ambizioso, che darebbe lustro ulteriore al turismo pisano. Non ci sarebbero poi conseguenze per l’ambiente, visto che la struttura è già inserita nel Parco. La città quindi potrebbe differenziare la propria offerta turistica, adesso molto legata a presenze mordi e fuggi. Una clientela di fascia medio-alta che, da San Rossore, sicuramente porterebbe ricadute economiche in tutta la città». La conclusione del direttore di Confesercenti è un affondo alle politiche turistiche della città, distinguendo tra quelle positive e quelle meno efficaci: «Con questa proposta anche il Parco cerca di offrire una nuova immagine in chiave turistica del suo territorio, a livello naturalistico tra i più rilevanti nella regione; e che si aggiunge all’ottimo lavoro dell’amministrazione comunale sia in chiave promozione (leggi Giugno Pisano) che come riqualificazione del centro storico. Immagine turistica che invece non riesce a decollare a livello provinciale, dove manca ancora una strategia chiara e ben definita».
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