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Pisa

Operazione trasparenza voluta dall’ex ministro Renato Brunetta

PISA. Sono la legge 69 del 2009 e la circolare numero 5 dello stesso anno a stabilire l’obbligo di trasparenza sui «dati reddituali e delle assenze relativi alla dirigenza dell’amministrazione...

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PISA. Sono la legge 69 del 2009 e la circolare numero 5 dello stesso anno a stabilire l’obbligo di trasparenza sui «dati reddituali e delle assenze relativi alla dirigenza dell’amministrazione pubblica». Dietro i numeri da Gazzetta Ufficiale c’è un nome, Renato Brunetta: l’allora ministro della funzione pubblica fece della crociata contro i «fannulloni» una questione quasi personale e da quel momento i siti degli enti pubblici devono pubblicare una mole di numeri impressionante. Questo spiega in parte i ritardi con cui sono comunicati. Nel caso dell’Aoup, Azienda ospedaliero-universitaria pisana, il tutto si complica in modo ulteriore perché la gran parte dei dirigenti proviene dall’Ateneo e quindi sono due le fonti di guadagno da censire e sommare; lo spiega una nota di accompagnamento alla tabella dei redditi: «Gli emolumenti della dirigenza universitaria ricomprendono tutti i trattamenti economici erogati dall’Azienda per lo svolgimento delle attività assistenziali, nonché quelli corrisposti dall’Università». I numeri forniti, però, non rappresentano il reddito complessivo del dirigente: infatti, «non sono oggetto di pubblicazione gli emolumenti percepiti dai dirigenti per incarichi specifici, sia istituzionali sia extra istituzionali, che i dati relativi ai compensi percepiti per lo svolgimento di attività professionale in regime intramoenia».

In pratica, alcuni dei 1.186 nominativi presenti nell’elenco dell’Aoup per il Fisco arrivano o superano il milione di euro annui grazie alla loro attività “privata”. Si tratta di prestazioni erogate dai medici, al di fuori del normale orario di lavoro, che utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale stesso a fronte del pagamento da parte del paziente di una tariffa. La pubblicazione dei redditi è annuale, mentre per le assenze c’è addirittura una cadenza mensile.

Ma nella sua foga di trasparenza Brunetta si pose un problema di privacy e fissò un limite: «Si raccomanda a tutte le amministrazioni di inserire i dati curricolari e quelli sulla retribuzione dei dirigenti utilizzando accorgimenti tecnici che impediscano la loro indicizzazione tramite i comuni motori di ricerca». Con una postilla che però alla fine vanifica tutto: «I dati siano evidenziati in home page attraverso un titolo di immediata percezione». (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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