Il Tirreno

Pisa

amici dei musei

«Non ripetiamo un errore storico»

Il presidente Del Corso: l’area vasta costiera è la soluzione migliore

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PISA. «Sul piano storico Pisa non teme rivali». Nell’acceso dibattito sulla ridefinizione governativa delle province s’inserisce anche Mauro Del Corso, presidente degli Amici dei Musei e Monumenti Pisani. «Non è ben poca cosa il richiamo storico del presidente della Provincia labronica Kutufà alle prefetture (Livorno) e sottoprefetture (Pisa) napoleoniche. Poiché se alla storia vera, alla bimillenaria centralità geografica, infrastrutturale e di servizi, alle secolari valenze e potenzialità culturali ci si deve richiamare, Pisa non teme smentite, nè rivali».

Ma il punto per Del Corso non è questo, «il problema - dice - ci sembra più articolato e soprattutto deve trovare una soluzione motivata: se la spending review deve realmente servire a ridurre la spesa pubblica, non può essere operazione di mera e miope contabilità del risparmio immediato, senza tener conto degli eventuali e prevedibili danni (anche ocnomici) futuri. Allora, per la nostra area, la scelta è una sola. Quella di una grande provincia della costa, con i territori di Massa Carrara, Lucca, Livorno e Pisa, che veda necessariamente quest’ultima quale capoluogo». Qui, per gli Amici dei Musei, non è questione «nè di campanilismo né di politica, bensì di logica e di rispetto (o ripristino) di una realtà storica che riguarda territori che hanno tratti spesso comuni». Questa dell’area vasta, ricorda Del Corso, «era, del resto, la grande provincia che già esisteva dal regno d’Italia, con la Soprintendenza (mista, una delle poche fortunatamente rimasta ed indenne così da conflittualità) di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara, con sede a Pisa, in Palazzo Reale. Poi, anche in tal caso, sempre per riduttive scelte di ricerca del consenso politico ed elettorale (come quelle che sembrano alimentare qualcuno oggi), si spezzò la pluridecennale unitarietà di gestione, amministrazione e funzionamento. Depotenziando una grande soprintendenza, per ritagliarne due più piccole e meno autorevoli contrattualmente. Non fu l’unico caso in Italia e tutti con lo stesso esito infelice, per tutti. Vogliamo che l’errore si ripeta, adesso che abbiamo la possibilità di emendarlo con la costituzione di un’unica, grande, forte provincia della costa toscana, naturale per sua genesi e storia?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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