Il Tirreno

Pisa

Senza vigili sugli autobus riprendono i borseggi

di Gianluca Campanella

La domenica non c’è sorveglianza e per i nomadi diventa facile derubare i turisti Il comando: ci dispiace, ma riusciamo a dare il servizio solo dal venerdì al sabato

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PISA. È bastato un giorno di “pausa” nell’attività dei vigili urbani sui bus cittadini, che subito sono ripresi i furti sulle Lam rosse commessi ai danni dei turisti. Infatti domenica, per assoluta carenza di personale, al comando della polizia municipale non è stato possibile assegnare agenti in servizio sulla linea che fa da spola tra aeroporto/stazione centrale e piazza dei Miracoli: la “conseguenza” è che alle forze dell’ordine sono arrivate almeno cinque segnalazioni di borseggi avvenuti a bordo e, soprattutto, durante la salita sui mezzi pubblici, il momento di massima calca.

La vice comandante della polizia municipale, Tiziana Lensi, da un lato ammette che «ci dispiace: la domenica ci sono dei servizi, per esempio la presenza sul litorale, che vanno necessariamente rinforzati e facciamo del nostro meglio con le forze che abbiamo».

Ma allo stesso tempo legge il dato in positivo: «È un segno evidente del buon lavoro che svolgiamo, se dal lunedì al sabato non succede nulla».

La conferma arriva da una chiacchierata svolta ieri mattina con gli autisti della Cpt, la Compagnia pisana trasporti: «Oggi è lunedì e le nomadi non si vedono in giro; ma appena si allentano i controlli, “loro” sbucano fuori», esordisce Claudio Foggi. Che poi spiega la dinamica dei furti: «La Lam rossa parte di fronte alla stazione e quando arriva ci sono decine di turisti che salgono in contemporanea».

Il momento propizio è quello: «Le nomadi, tutte donne, spesso minorenni e/o incinte, si avvicinano e con il classico trucco del cartoncino agiscono indisturbate», prosegue Foggi. Si tratta di una rivista o altro oggetto tenuto orizzontale con un mano: essa copre la visuale dell’altra mano che, sotto, va a prelevare portafogli e cellulari dalle tasche dei vacanzieri, concentrati sul conducente al quale chiederanno di comprare il biglietto e se quello è il bus giusto per la Torre.

Un altro autista, Mauro Gattari ha studiato i loro movimenti: le ladre, per non dare nell’occhio, «si nascondono all’angolo di via Gramsci, a pochi metri dalla fermata; si avvicinano solo quando arriva la Lam. Nella ressa, la gente pensa solo a montare sul mezzo e non controlla i propri effetti personali». Le nomadi ogni tanto salgono per “completare” il lavoro; spesso, invece, si fermano all’esterno, perché «ormai le riconosciamo e non le facciamo salire», aggiunge Foggi. Ma capita, a volte, che ci sia troppa polizia in zona stazione. Infastidite, le autrici dei borseggi si spostano di una fermata: «Entrano allo stop di via Crispi e ridiscendono poco dopo, in piazza Solferino», racconta Michele Del Bravo, collega degli altri due. Qui c’è meno gente in salita e il “lavoro” deve per forza svolgersi all’interno della Lam rossa. Come contrastare il fenomeno? Foggi spiega che oltre a impedire l’accesso ai volti noti, «avverto i turisti: “Attenti al portafogli”, grido in italiano e in inglese. E loro mi ringraziano, anche perché spesso mi è successo di sventare furti davanti alle stesse vittime che non si erano accorte di nulla». Un mestiere pericoloso: «Per ora mi è andata bene, le ladruncole mi hanno solo mandato a quel paese».

Un suo collega meno fortunato, una decina di giorni fa è stato addirittura minacciato di morte. Da quell’episodio è nata l’idea dei «vigili in borghese su quella linea», decisa dal comandante della municipale Massimo Bortoluzzi. L’altra “arma” di contrasto, appunto: «Ultimamente il loro effetto si è visto», conclude Foggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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