Sicurezza
Poste chiuse? Via i soldi La protesta di Campo
I residenti lanciano una provocazione: pronti a chiudere i conti correnti se l’azienda attua il piano di eliminazione degli sportelli nelle frazioni
SANGIULIANO. Se le Poste chiuderanno l’ufficio, allora noi chiuderemo i nostri conti e porteremo via tutti i risparmi in segno di protesta.
Questo il messaggio inequivocabile dei residenti di Campo lanciato alle Poste, dopo una affollata assemblea organizzata dal locale circolo Pd. I cittadini della frazione termale, interessata insieme a Ripafratta alla chiusura dell’ufficio postale, hanno espresso con forza la volontà di non arrendersi. Soprattutto perché risulta a rischio anche l’alternativa più vicina al paese ossia l'ufficio di Mezzana.
«Un ufficio – hanno affermato i cittadini nell’assemblea - ritenuto da tutta la popolazione assolutamente inadatto ad evadere tutte le richieste in quanto sottodimensionato, privo di parcheggi e di sala di attesa. Senza tralasciare il fatto che le condizioni strutturali della sede sono al limite dell'agibilità e quindi anch’esso a rischio chiusura».
Dura anche la presa di posizione del Pd. «Riteniamo inaccettabile che una società come Poste Italiane – spiega il segretario del circolo di Campo Matteo Moni, - assuma decisioni così pesanti senza confrontarsi con le istituzioni locali. Quello che i cittadini vogliono, come emerso con forza dall'assemblea, è che Poste discuta con il sindaco del piano di chiusura sia di Campo che di Ripafratta, in modo tale che il sindaco possa verificare eventuali spazi di manovra e formulare proposte concrete per salvaguardare il servizio nelle due frazioni».
Pd pronto anche a sostenere la protesta clamorosa dei cittadini. Conclude Moni: «Come circolo chiederemo al segretario provinciale Nocchi la possibilità di programmare un incontro, dove vorremo portare le proposte emerse dall'assemblea. Proposte anche dure, come l'eventualità di colpire Poste nel cuore, ossia nella liquidità, così importante in un periodo di crisi. Sosterremo la proposta dei correntisti che hanno conti o investimenti negli uffici postali interessati dalla chiusura a ritirare il proprio denaro in segno di protesta».
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