Il Tirreno

Pisa

«Con Bibbona restiamo autonomi»

Lo propone la Compagnia dello StilePisano per il nuovo assetto territoriale

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PISA. «Annettiamo Bibbona a Pisa e risolviamo tutto». Il decreto di riordino delle nuove province dà la possibilità di ritoccare i confini territoriali. La Compagnia dello StilePisano propone la sua ricetta. «Noi insistiamo sul territorio marittimo pisano e non andiamo a cercare Fucecchio - dice Gabriele Della Croce -. A Bibbona, come a Cecina, non hanno un buon rapporto con i labronici. Bisognerebbe insistere su quei territori che sono più pisani che livornesi». Le discussioni sono destinate a continuare ancora a lungo. «Ora per settanta giorni avremo il tormentone per come saranno le nuove province o pseudo-tali - aggiungono dalla Compagnia -. La situazione pisana è assai controversa: non basta avere tre università (Università di Pisa, Scuola Normale, Scuola Sant’Anna), un’aeroporto intercontinentale (basta avere un volo transoceanico per esserlo) con quasi 5 milioni di passeggeri, la cittadella della ricerca più grande del centro-nord o come viene chiamato abitualmente Cnr (l’altro è a Roma, l’unico più grande), un canale navigabile unico nel centro e sud Italia con i Cantieri Navali conosciuti in tutto il mondo, un presidio ospedaliero di importanza nazionale, uno snodo ferroviario tra i principali della regione (se non sbaglio Pisa Centrale ha 14 binari, Livorno 6: tra poco ne ha di più San Giuliano)».

«Faccio un piccolo esempio - insiste Della Croce - se il sig. Rossi di Livorno deve prendere il treno per Genova, ma il treno arriva da Firenze, il sig. Rossi deve venire alla stazione di Pisa Centrale, perché se lo aspetta a Livorno non lo prenderà mai. Non mettiamo in conto turismo e monumenti (escludo Piazza del Duomo, solo quella farebbe saltare il banco) perché il paragone sarebbe sbilanciato, ma tutte queste cose che farebbero di Pisa un capoluogo regionale (anzi tanti capoluoghi italiani non hanno questo) non bastano solo perché ha meno abitanti di Livorno. La nostra associazione si batterà sempre perché la nostra città abbia l’importanza che merita: non ce ne vogliano i livornesi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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