Sicurezza
Porta a Mare a misura di giovani coppie
Lavori in corso per il nuovo insediamento residenziale “Ville Urbane”: a prezzo convenzionato metà degli 88 appartamenti
PISA. «Rivoluzione a Porta a Mare». Il sindaco detta titolo e prospettive di questo quartiere, il più tartassato dalla guerra e quello storicamente più industrializzato della città. In attesa dello sbarco di Ikea nelle vicinanze, la rivoluzione porta il nome di “Ville Urbane: là dove c’era un pezzo di Saint Gobain, sull’Aurelia lato est in direzione Livorno, ci saranno case, supermercato, parcheggi, aree a verde e piste ciclabili. L’operazione si deve vedere sotto diversi punti di vista. Porta a Mare cambia volto anche perchè vuole (ri)popolarsi e chiama i giovani con abitazioni a prezzo contenuto: questo, ad esempio, è uno degli obiettivi principali del Comune, intervenuto ieri sul cantiere per un sopralluogo con il sindaco Marco Filippeschi, l’assessore all’urbanistica Fabrizio Cerri e quello ai lavori pubblici Andrea Serfogli.
Il peso Saint Gobain. Ma in “Ville Urbane” l’amministrazione vede anche una risposta alla crisi economica. «E’ il risultato di una scelta urbanistica lungimirante - spiega Filippeschi - dal momento che, grazie all’intesa con Saint Gobain, siamo riusciti a mantenere a Pisa la più importante industria cittadina, scongiurando un notevole rischio occupazionale. Bisogna pensare che i 95 milioni per il nuovo forno float, nello stabilimento dall’altra parte dell’Aurelia, sono stati un grande investimento da parte della Saint Gobain, che dalle vendita dell’area di “Ville Urbane” non ha ricavato la stessa cifra: è stato però un aggancio determinante».
L’intervento a Porta a Mare è di una società costituita da Braccianti Edilizia di Vicopisano, Cooperativa La Rinascita di Cascina e Cmsa di Pistoia. «Sui tempi siamo quasi in anticipo e in una fase di crisi come questa non è cosa da poco», commenta Adolfo Braccini, presidente di “Ville Urbane”. La cui realizzazione avverrà per lotti o Umi (unità minima immobiliare), come si legge nel progetto firmato da Adolfo Natalini, fondatore dell’architettura radicale, con il quale collaborano anche i pisani Nicola Gagliardi e Stefano Tordella.
Lavori in corso. I numeri essenziali del progetto: 8 nuovi edifici di 7 piani ciascuno per un totale di circa 350 abitazioni e autorimesse disposte su due livelli nel sottosuolo (950 posti auto in tutto). L’area interessata è di circa 35mila metri quadrati, «20mila dei quali - specifica Cerri - destinati a rimanere pubblici e con destinazione già vincolata: 12.300 per aree a verde e piazze e 8.400 per viabilità e parcheggi». I lavori in corso riguardano il primo Umi, costituito essenzialmente da due immobili con 88 appartamenti che si affacciano su via Livornese, la metà dei quali da cedere come prime case per giovani coppie a prezzo convenzionato (2.500 euro/mq): saranno pronti tra un anno. Prima, entro dicembre, sarà aperto in un terzo edificio il nuovo centro commerciale in cui troverà posto un supermercato Coop (grande più o meno come quello di Cisanello), che sta già sostenendo economicamente l’avanzare dei lavori.
La risposta del mercato. E gli altri lotti? Qui si entra nel rischio d’impresa, si attende la risposta del mercato. «Per adesso i segnali sono buoni - dice Braccini - sono diverse le giovani coppie che si stanno interessando: sono di Pisa, soprattutto, e dei comuni vicini». Ma “Ville Urbane” sta marciando senza esitazioni. Tanto che, già con questo lotto, sono in corso opere di urbanizzazione (interne all’area ed esterne) per 3,1 milioni di euro, un valore ben superiore all’ammontare degli oneri dovuti per la realizzazione degli edifici (1,8 milioni). Di fronte a tutto ciò Filippeschi non si lascia scappare l’occasione per un affondo politico, rivolto a Rifondazione: «A Pisa c’è un partito del niente (Ikea no, Porta a Mare no, porto no) che sta soccombendo a destra e sinistra, eppure si muove in disprezzo del futuro della città, peraltro fatto senza consumare suolo, ma impiegando solo quello già utilizzato».
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