Sicurezza
Ora la siccità è emergenza rubinetti a secco nelle case
Le zone più colpite sono Tre Colli e Castelmaggiore nella parte alta di Calci mentre sono asciutti i ruscelli e non c’è acqua neanche nel torrente Zambra
CALCI. Acqua, sempre peggio. È vera emergenza. Grave la situazione soprattutto a Tre Colli, parte di zone di Castelmaggiore nell’alta Valgraziosa. Asciutti o quasi i ruscelli che scendono giù dal monte pisano. Testimonia Maurizio Bonanni, ristoratore del “Conventino”: «Non si era mai visto senza acqua completamente lo Zambra che viene giù da Montemagno e lambisce a Cappetta il complesso di villa Borghini, dove un tempo si faceva perfino il bagno». Bonanni precisa: «I depositi sulla piazza di Tre Colli non servono per gli usi di ristorazione. Arrivano gli utenti che si ritrovano privi del prezioso liquido a casa propria. Aprono e richiudono i rubinetti dei contenitori, dopo le provviste. Le autobotti in continuazione effettuano il rifornimento».
La situazione con autocisterne che immettono acqua anche nell’acquedotto, è molto critica e, ogni giorno di più, si sta aggravando. Scuote la testa l’assessore Mario Pellegrini: «Se non piove, le difficoltà si aggraveranno. Inutile nasconderlo, siamo preoccupati». Scruta il cielo l’assessore Sandro Sandroni: «Al momento bisogna arrangiarsi. Neppure la fonte al Castagno butta più. Come si potrebbe fare senza l’approvvigionamento attraverso le autocisterne?». Il sindaco Bruno Possenti è piuttosto pessimista: «Magari viene giù un temporale estivo improvviso capace di fare solo danni...».
Tiene banco la polemica rovente per l’acqua che dai pozzi sul territorio calcesano prende la via di San Giuliano in minima parte, ma principalmente va verso Vicopisano e Cascina. La maggioranza, proprio con gli assessori Sandroni e Pellegrini, dice e ripete: «L’acqua viene portata verso altri Comuni? Ma l’acqua è un bene di tutti. Del resto da Filettole non è stata riversata pure nell’acquedotto di Livorno?».
Valter Mignani, presidente di “Calci nel cuore”, dissente: «Il Comune - sottolinea - pensi per prima cosa ai calcesani che si trovano in grande difficoltà, il futuro è denso di pesanti incognite. Nessuno vuole mettere in discussione il concetto che l’acqua è un bene pubblico e che tutti ne devono usufruire. Intanto vorremmo sapere se sono stati fatti studi idrogeologici per quanto riguarda la tenuta della falda acquifera di fronte a un aumento consistente del prelievo. Vorremmo sapere - continua Mignani - se la scelta di fornire enormi quantità d’acqua ai Comuni limitrofi è stata condivisa con un’apposita conferenza dei servizi. E se verranno date risposte risolutive ai gruppi di famiglie e ad alcune attività di ristorazione che continuano a proprie spese a rifornirsi d’acqua potabile o con autobotti private».
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