Italia
In rivolta la gente di via Cariola: basta inquinamento
PISA. Esplode la rabbia degli abitanti di via Cariola e Carreccia. I residenti della zona, che una volta era circondata dai campi, sono esasperati da una situazione di invivibilità che ha raggiunto...
PISA. Esplode la rabbia degli abitanti di via Cariola e Carreccia. I residenti della zona, che una volta era circondata dai campi, sono esasperati da una situazione di invivibilità che ha raggiunto il culmine. Le abitazioni sono da tempo soffocate dai confini dell’aeroporto, dai parcheggi e dalla Fi-Pi-Li. Tra i rumori assordanti degli aerei e l’odore del cherosene il problema più grande resta quello della cattiva qualità dell’aria. Molti si sono quasi abituati al rumore, «ma come si fa a vivere in un posto dove i livelli di inquinamento sono al 100 per cento?» chiedono all’unisono i residenti.
«La notte non si riesce a dormire – spiega Gianluca Riccardi, che vive nella zona – ma è un problema marginale se si pensa che noi respiriamo continuamente i gas di scarico degli aerei. Sono state installate delle barriere ma non servono a nulla; le piste e i parcheggi sono a 4 metri dalle case. Qui c’è un grave problema di salute che abbiamo denunciato già 10 anni fa ma ancora non abbiamo ricevuto risposte concrete».
L’aeroporto è una ricchezza importante per tutta la città, ma chi abita in questa zona è in una situazione allarmante. Una signora racconta che la sua casa è stata gravemente danneggiata da un aereo che ha perso un’ala, ma fortunatamente non ci sono state conseguenze perché in quel momento non c’era nessuno in casa: «Qui nessuno farà niente finché non ci scappa il morto», urlano i residenti.
Si attende ancora di conoscere l’esito delle perizie sul valore degli immobili effettuate dall’Agenzia del territorio: «Ancora oggi non sono stati resi noti i risultati delle perizie – dice la consigliera comunale del Popolo della libertà, Mirella Bronzini – necessari per giungere ad una nuova soluzione abitativa per queste persone. Abbiamo presentato una mozione in consiglio comunale, ma è stata respinta. È una situazione incresciosa che bisogna risolvere subito».
I residenti si dicono pronti alla mobilitazione: «Andremo sotto il Comune o magari occuperemo le piste tutti i giorni perché non se ne può più. La nostra non è una protesta politica e porteremo avanti contro chiunque la nostra battaglia perché ci venga riconosciuto il diritto ad una vita migliore». E poi c’è chi, in primis, pensa ai bambini: «I nostri figli non possono giocare fuori. Appena esco di casa li metto subito in macchina perché qui rischiano di ammalarsi».
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