Il dolore
Dopo il porto, saranno costruite le case
Il finanziamento delle banche permette la doppia operazione e la società comprerà i terreni di Comune e Provincia
MARINA. L’obbiettvo è aprire il porto a ottobre, terminare i lavori il prossimo anno, comprare i terreni di Comune e Provincia, iniziare l’operazione immobiliare.
Ieri mattina, Stefano Bottai, presidente della società Boccadarno Porto di Pisa, e il prof. Paolo Carrozza, componente del consiglio d’amministrazione, hanno fatto il punto sul corso dei lavori e sui finanziamenti.
A ottobre si apre. Il presidente Bottai ammette le difficoltà incontrate che hanno portato ad un ritardo di due mesi sulla tabella di marcia. Ma ora, con le banche che hanno elargito un ulteriore credito, si guarda avanti. L’apertura della bocca del porto col mare che farà il suo ingresso nel bacino è slittata da quest’estate a ottobre. «Il nostro obbiettivo è quello di essere pronti a questo appuntamento per la mostra nautica di Genova», afferma Stefano Bottai.
Altri 32 milioni dalle banche. Non è stato facile in questo periodo di recessione economica convincre gli istituti di credito a sostenere finanziariamente un’opera di grandi proproporizioni come un porto. «Il finanziamento - continua Bottai - riconosce al progetto grandi qualità e quindi lo ha ritenuto “bancabile”, un’opera che avrà la sua seconda fase immobiliare».
Le banche avevano già messo sul piatto 55 milioni cui se ne sono aggiunti altri 32. Soldi che serviranno per terminare il porto e per cominciare l’operazione immobiliare con la costruzione delle case. Il pool di banche che ha deciso di sostenere l’operazione sono il Banco Popolare, la Banca Intesa, la Cassa di Risparmio di San Miniato e quella di Volterra, la Banca di Credito Cooperativo di Fornacette e la Bcc di Valdinievole.
I terreni di Comune e Provincia. «Una parte dei 32 milioni ricevuti dagli istituti di credito, poco più di 3 milioni di euro, sono vincolati all’acquisto dei terreni del Comune e della Provincia», dice Paolo Carrozza. Terreni che saranno comprati nel 2013 «quando l’operazione del porto sarà terminata perché quella è la priorità» afferma Stefano Bottai che aggiunge: «Compreremo i terreni quando avremo i permessi per costruire».
La convenzione. Negli ultimi mesi si sono registrati attriti fra l’amministrazione comunale e la socoetà Boccadarno proprio sui terreni comunali. Il Comune ha scritto alla società chiedendo di acquisire quei terreni. La Boccadarno ha risposto, ma sul contenuto della replica tiene il riserbo. Tuttavia, Stefano Bottai ricorda che «la convenzione firmata col Comune è un contratto e a quel contratto bisogna attenersi». E Paolo Carrozza aggiunge: «Il piano attuativo ha una durata di dieci anni», facendo capire che - teoricamente - la società avrebbe questo tempo a disposizione per le sue scelte.
Il terreno in via Battelli. Durante l’incontro, viene data la notizia che la Boccadarno è proprietaria di un terreno di 5mila metri quadrati in via Battelli. E Bottai , la butta lì, un po’ provocatoriamente: «Abbiamo dato quel terreno al Comune in comodato gratuito: facciamo uno scambio?».
E fra le righe, Bottai fa capire di avere risposto alla lettera inviata dal Comune e ricorda che i paletti del dare e avere sono nella convenzione firmata tra le parti. Potrà, davvero, il terreno in via Battelli, essere un valore aggiunto nell’operazione di compravendita? I soldi delle banche vincolati ai terreni degli enti pubblici sono tre milioni quando, complessivamente, valgono di più.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
