Il Tirreno

Pisa

Su Facebook: “Pisa deve rimanere capoluogo. E il gruppo fa il botto

Boom di iscrizioni: alle 21 di giovedì sera è stata superata quota 16mila

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Pisa in provincia di Livorno? Una prospettiva che sicuramente non poteva riscuotere consensi nella nostra città. Il mal di pancia rossocrociato, fatto di campanilismo, rivendicazioni storiche ma anche di concrete valutazioni sul futuro del nostro territorio, è sfociato su Facebook, piazza virtuale prediletta per ogni tipo di discussione.

Nella tarda serata di mercoledì sul popolare social network è stato fondato un gruppo aperto dal titolo "Pisa DEVE rimanere Capoluogo di Provincia!!!". Ogni iscritto ha avuto la possibilità di invitare o includere i propri amici. Risultato: alle 21 di giovedì sera il greuppo ha raggiunto oltre 16mila iscritti. Un meccanismo veloce e semplice - sottolineava anche qualcuno dei protagonisti della mobilitazione on line -, che almeno inizialmente non necessita dell'assenso della persona interessata (la quale può decidere di cancellarsi quando si accorge dell'iscrizione), ma un mezzo moderno e sempre più diffuso per iniziare a proiettare luce su una causa.

Commenti di tutti i tipi, dai classici sfottò di campanile a riflessioni economiche e storiche. "Pisa è la perla della Toscana e nessun'altra città è bellissima e completa come la nostra! Senza esagerare dovremmo essere noi il capoluogo di Toscana…fuguriamoci di Provincia". E ancora, in modo colorito ma efficace: "A Cascina sono pisani, a Vecchiano sono pisani, a Calci sono pisani, a Visopisano sono pisani, a San Giuliano sono pisani. Se vai a Piombino e li chiami livornesi, ti sputano, se vai all'Elba e li chiami livornesi, ti tagliano la gola, se vai a Cecina e li chiami livornesi, ti ammazzano. Loro non hanno una loro provincia e vorrebbero che fossimo noi provincia loro?". E sui fiori all'occhiello della città:

"Di che cosa parleremo? Dell'università, dell'arte, dell'aeroporto, degli ospedali di Livorno?".

Di sicuro le vecchie Province, che fino a qualche tempo fa erano viste da una buona fetta del Paese come sacche di inefficienza in mano alla Casta, hanno visto schizzare verso l'alto la loro popolarità di fronte ad indigesti accorpamenti fra città divise da secoli di rivalità. "Le Province italiane - recita la motivazione con cui il gruppo Facebook è stato aperto - consumano solo il 2,8% del PIL contro l'oltre 25% delle Regioni". Infine si sottolinea che "pur nelle buone intenzioni di questo Governo, l'abolizione delle Province è profondamente ingiusta, storicamente impossibile".

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