Il Tirreno

Pisa

Patuano (Telecom) «Cableremo la città in due anni»

di Gianluca Campanella
Patuano (Telecom) «Cableremo la città in due anni»

Saranno investiti cinque milioni di euro, un altro milione andrà per la ricerca alla Scuola Superiore Sant’Anna

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PISA. L’accordo siglato ieri da Telecom Italia e Scuola Superiore Sant’Anna, ha un benefico “effetto collaterale” sulla città: cinque milioni di investimenti per completare il cablaggio con fibra ottica di Pisa. Si tratta della rete che già quando era stata posata la prima volta era all’avanguardia in Italia e che, con il nuovo intervento, «consentirà nei prossimi due anni connessioni ad alta capacità e di ultima generazione», come spiega l’amministratore delegato di Telecom, Marco Patuano.

Il colosso delle telecomunicazioni e la scuola d’eccellenza hanno avviato un progetto di collaborazione, “Joint Open Lab”, che entro l’autunno farà nascere un laboratorio in cui ricerca e conoscenza accademica si uniscono al know how e all’esperienza industriale.

Telecom stanzierà un milione di euro per finanziare sette borse di studio a favore di dottorati di ricerca, ma siccome «Pisa è la città della ricerca, necessita di investimenti per renderla competitiva nel mondo», spiega Patuano. Ecco quindi i cinque milioni in infrastrutture.

Tra l’altro, grazie a nuove tecnologie poco invasive, non sarà necessario “sventrare” le strade per stendere i cavi, ma basterà un buco di 30 centimetri che creerà bassi (o nulli) disagi al traffico automobilistico durante i lavori.

Telecom a Torino ha un centro di ricerca noto per la sua qualità, ma l’amministratore delegato non ha dubbi: «La ricerca non si può chiudere in una cittadella; al contrario si deve mettere sul campo e lavorare con tutti i bravi». Pertanto l’ex monopolista pubblico (ora attore privato in un mercato aperto) vuole realizzare sei poli innovativi sul territorio nazionale: il primo e naturale partner è stato la Scuola Sant’Anna, «uno dei più prestigiosi istituti universitari», dichiara Patuano, con cui c’è già «un consolidato rapporto». L’obiettivo del nuovo accordo è «sviluppare un nuovo modello di didattica e di ricerca che abbia ricadute positive e immediate sul mondo industriale. Vogliamo trasformare radicalmente il modello delle relazioni tra mondo accademico e impresa».

Saranno allora tre i binari su cui correrà l’alleanza: il sostegno ai sette ricercatori per conseguire un PhD, il laboratorio e il progetto “Working capital”. Quest’ultimo è una “sponda” per piccoli inventori e per le start-up grazie al quale chi ha un’idea vincente ottiene finanziamenti per trasformarla in un’impresa (si spera) di successo. Non a caso Maria Chiara Carrozza, rettore del Sant’Anna, parla di una scuola che, «specialmente in questo momento di crisi, si sente al servizio dell’Italia e del suo sistema produttivo per sostenere la crescita e il progresso del contenuto tecnologico». La professoressa Carrozza, «particolarmente orgogliosa del fatto che Telecom Italia ci abbia scelto», elogia il coraggio e la «lungimiranza» dimostrata dall’azienda, perché «ricerca, innovazione e servizi» sono settori che richiedono progettualità a lungo termine.

Il terzo binario, il “Joint Open Lab”, si focalizzerà sul tema dell’assisted living e della sanità digitale, puntando a sviluppare lo studio di avanzate tecnologie nella sensoristica, robotica e comunicazione distribuita (per esempio, la rilevazione dei movimenti nei processi riabilitativi) e la definizione di nuovi processi gestionali di tele-sanità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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