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Arrivate in Usa le impugnazioni

Alla Casa Bianca le lettere con cui si contestano i licenziamenti

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PISA. Sono arrivate a destinazione le prime lettere di impugnazione di licenziamento presentate dai dipendenti di Camp Darby. Vittorio Salsedo, sindacalista della Cisl che segue da vicino la vertenza fin dall’inizio, mostra l’avviso di ricevimento rilasciata da Poste italiane. In alto si legge bene il destinatario dell’invio: «Government of United States of America Withe house Washington».

Dopo il gran rifiuto di trasferirsi a Vicenza, le sorti dei 34 dipendenti che non hanno accettato il trasferimento – e dei 12 a giudizio del comando «non ricollocabili» - sono legate anche a questa azione giudiziaria.

Alla Casa Bianca è stata anche spedita la convocazione in tribunale di Pisa per l’udienza fissata il prossimo 27 settembre, quando il governo degli Stati Uniti d’America dovrà rispondere di comportamento antisindacale nella gestione della vicenda degli esuberi alla base- satellite di quella di Vicenza.

Se il giudice del lavoro Elisabetta Tarquini darà ragione alle motivazioni portate dai legali della Cisl (Umberto Cerrai, Agnese Bertini e Chiara Serradimigni) i licenziamenti non potranno essere applicati dal primo ottobre.

La tesi del sindacato Cisl è che le procedure portate avanti dalle autorità statunitensi non abbiano rispettato le normative italiane in materia di lavoro e che si configurino come comportamento antisindacale, secondo quanto è previsto dall’articolo 28 della legge 300 del 1970, conosciuta come Statuto dei lavoratori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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