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Un’offerta, ma che non sia di spiccioli

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Un’offerta, ma che non sia di spiccioli

PISA «Chi accende le candele deve lasciare un'offerta adeguata». Ha suscitato curiosità ma anche le prime polemiche il cartello affisso nella Chiesa di San Michele in Borgo in Borgo Stretto. Turisti...

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«Chi accende le candele deve lasciare un'offerta adeguata». Ha suscitato curiosità ma anche le prime polemiche il cartello affisso nella Chiesa di San Michele in Borgo in Borgo Stretto. Turisti ma anche studenti o persone che passano di lì ogni giorno ammirano la sua facciata. E se per caso venisse loro in mente l'idea di entrare in chiesa e accendere un cero? Per farlo è necessario elargire "un'offerta adeguata". Onde evitare fraintendimenti, due cartelli attaccati alla cassetta delle offerte spiegano nello specifico cosa si intende. Nel primo si legge: "Chi accende le candele deve lasciare un'offerta adeguata". E a fianco spunta un vero e proprio elenco delle monete che non sono accettate: “Attenzione!! 1 centesimo, 2 centesimi, 5 centesimi e 10 centesimi non sono sufficienti per consumare una candela. Chi non ha soldi può recitare la preghiera invece di accendere la candela". Insomma, se sei povero il cero non lo puoi accendere. «Il cero ha un costo, io devo pagarlo – spiega don Franco Baggiani, parroco di San Michele in Borgo - . È a offerta, non a tariffa. Però se ci devo rimettere levo tutto. Bisogna capire che la candela non può costare un centesimo. La gente è di per se avara, indipendentemente dalla crisi, e io vedo che alcune persone non lasciano niente o pochissimo. Se ci devo rimettere, allora, non la accendono più i devoti ma io, perchè la pago più di loro». «Sotto il cartello ho scritto che chi non ha soldi può recitare la preghiera senza consumare la candela. Uno può andare lì (in chiesa, ndr) e davanti un'immagine dire una preghiera, mica è obbligato ad accendere la candela. Se invece la vuole accendere deve lasciare un'offerta adeguata», aggiunge don Baggiani che paga ogni cero circa 30 centesimi. «Nessuno è obbligato a consumare una candela – conclude -, se viene in chiesa può dire una preghiera ma se vuole consumarla deve lasciare un'offerta adeguata. La difficoltà è nell’egoismo e nella spilorceria della gente». (d.r.)

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