Attenzione
Il sindaco accusa: su Ripafratta silenzio dalle Poste
La chiusura dell’ufficio non è stata comunicata al Comune e i residenti sono preoccupati: il servizio è necessario
SAN GIULIANO. «La notizia della chiusura degli uffici postali sul lungomonte l’abbiamo appresa dai giornali. Non ci pare che Poste Italiane abbiano intenzione di aprire un tavolo di discussione, andando avanti con il suo piano di ridimensionamento». A parlare è il sindaco di San Giuliano Paolo Panattoni che sta seguendo la vicenda, raccogliendo soprattutto le lamentele e le preoccupazioni dei residenti.
Residenti che come portavoce hanno anche il consigliere comunale del Pd Maria Cristina Bellagamba. «Crediamo che sia necessario l’apertura di un tavolo – spiega - per arrivare ad un accordo che preveda il mantenimento degli uffici postali. Questi ultimi non sono soltanto un servizio per i cittadini, ma anche un punto di riferimento sia per gli anziani che per l’intera collettività. La chiusura dell’ufficio postale di Ripafratta, ad esempio, sarebbe un duro colpo da sopportare in quanto aumenterebbe il disagio già presente. L’ufficio – insiste la consigliera comunale - rimane aperto solo tre volte a settimana ed è dotato di una strumentazione che non viene aggiornata da troppo tempo rendendo il sistema informatico troppo spesso inaffidabile. Non credo che questo livello di servizio offerto sia accettabile ed il mio pensiero va ai nostri compaesani che non hanno un mezzo e magari neanche l’età per farsi una lunga passeggiata, per esempio fino a Molina di Quosa, considerando anche la scarsa frequenza del servizio pubblico dei trasporti».
Bellagamba entra nel dettaglio dei possibili disagi: «Penso alle difficoltà sia per la riscossione delle pensioni, per i pagamenti dei bollettini postali, per la ricezione di raccomandate e per la spedizione di eventuali pacchi non considerando i servizi di conto corrente postale. Sarebbe un ulteriore passo indietro per Ripafratta, un paese dove esistono già altre criticità e che non dovrebbe essere oggetto di ulteriori tagli di servizi indispensabili. Inoltre aggiungo che l’ufficio postale di Molina di Quosa, peraltro il più vicino, non è in condizioni di sopportare un ulteriore carico di utenza come si può già oggi appurare nei giorni in cui l’ufficio di Ripafratta è chiuso».
Ricordiamo che dal piano di tagli di Poste Italiane, Pisa risulta una delle province più colpite (considerando anche il ridimensionamento del centro di smistamento di Ospedaletto con 130 addetti in meno). ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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