Il Tirreno

Pisa

Se sei povero non accendi la candela

Se sei povero non accendi la candela

Nella chiesa di Borgo Stretto, nel pieno centro di Pisa, per poter accendere un cero è necessario elargire “un’offerta adeguata”. Dopo le prime polemiche il prete risponde che "se non si hanno i soldi si può recitare una preghiera"

2 MINUTI DI LETTURA





"Chi accende le candele deve lasciare un'offerta adeguata". Ha suscitato curiosità ma anche polemiche il cartello affisso nella Chiesa di San Michele in Borgo, in pieno centro a Pisa. Turisti ma anche studenti o persone che passano di lì per andare a lavoro ogni giorno ammirano la sua facciata. E se per caso venisse loro in mente l'idea di entrare in chiesa e accendere un cero? È giusto che sappiano che è necessario elargire "un'offerta adeguata". Onde evitare fraintendimenti, due cartelli attaccati alla cassetta delle offerte spiegano nello specifico cosa si intende. Nel primo si legge: "Chi accende le candele deve lasciare un'offerta adeguata".

E a fianco spunta un vero e proprio elenco delle monete che non sono accettate: "Attenzione!! 1 centesimo, 2 centesimi, 5 centesimi e 10 centesimi non sono sufficienti per consumare una candela. Chi non ha soldi può recitare la preghiera invece di accendere la candela". Insomma, se sei povero il cero non lo puoi accendere. Nemmeno in chiesa.

"Il cero ha un costo, io devo pagarlo – spiega don Franco Baggiani, parroco di San Michele in Borgo - . È a offerta, non a tariffa. Però se ci devo rimettere levo tutto. Bisogna capire che la candela non può costare un centesimo. La gente è di per se avara, indipendentemente dalla crisi, e io vedo che alcune persone non lasciano niente o pochissimo. Se ci devo rimettere, allora, non la accendono i devoti ma io, perchè la pago più di loro".

"Sotto il cartello ho scritto che chi non ha soldi può recitare la preghiera senza consumare la candela. Uno può andare lì (in chiesa, ndr) e davanti un'immagine dire una preghiera, mica è obbligato ad accendere la candela. Se invece la vuole accendere deve lasciare un'offerta adeguata", aggiunge don Baggiani che paga ogni candela intorno ai 30 centesimi. "Nessuno è obbligato a consumare una candela – conclude -, se viene in chiesa può dire una preghiera ma se vuole consumare un cero deve lasciare un'offerta adeguata. La difficoltà è nell'egoismo, nella spilorceria della gente che vuole tutto gratis".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web