Il Tirreno

Pisa

Razionato il credito alle piccole imprese

di Luca Daddi
Razionato il credito alle piccole imprese

La Camera di Commercio: sono sempre più a repentaglio gli equilibri finanziari delle aziende

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PISA. Rallentamento dell’economia, peggioramento della situazione finanziaria e accesso al credito che rimane sempre complicato. Sono questi gli elementi alla base del diffuso senso di scoraggiamento che si respira nel sistema imprenditoriale.

Lo dice l’indagine realizzata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio su circa 150 piccole e medie imprese a Pisa e provincia per comprendere gli andamenti economici, i problemi legati alla gestione della liquidità e all'accesso al credito, i comportamenti e le strategie aziendali.

«Il segnale più eloquente del riacutizzarsi della crisi - spiegano all’Ufficio Studi - emerge osservando gli andamenti del fatturato. La quota di imprese che dichiara un aumento del giro d’affari rispetto all’anno precedente diminuisce in modo consistente tanto in provincia di Pisa (dal 24% del 2010 al 7% del 2011) quanto in Toscana (dal 15% all’8%) con previsioni che, per il 2012, fanno segnare un’ulteriore contrazione. Così come segnalato da altre indagini, anche nel 2012 il mercato domestico sarà quello che mostrerà gli andamenti più deludenti. Infatti, oltre la metà delle imprese prevede una contrazione del mercato interno, mentre soltanto il 27% si aspetta una diminuzione di quello estero».

Il clima di sfiducia che si è progressivamente venuto a creare determina inevitabili ripercussioni su livelli occupazionali e investimenti.

«Infatti - spiegano gli esperti della Camera di Commercio - soltanto l’1% delle imprese, tanto toscane quanto pisane, dichiara di voler aumentare gli organici, mentre il 7% delle aziende pisane e l’11% di quelle toscane intendono ridurli».

Anche l’evoluzione della quota di imprese che affermano di avere in corso attività di investimento «certifica lo stato di difficoltà e di profonda incertezza in cui si dibatte il sistema imprenditoriale pisano: soltanto il 9% delle aziende pisane farà investimenti nel corso di quest’anno».

Le difficoltà sul versante economico riportano in primo piano i problemi finanziari delle imprese, «tra l’altro ulteriormente esasperati da condizioni di accesso al credito che si sono fatte di nuovo difficili», nota la Camera di Commercio.

Soltanto leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato nell’indagine condotta lo scorso anno, la percentuale di imprese pisane che, avendone fatto richiesta, ha visto peggiorare le condizioni di accesso al credito: il 45% del totale.

Secondo la Camera di Commercio, «la principale causa di queste difficoltà è riconducibile a forme di vero e proprio razionamento come le maggiori garanzie reali e personali richieste e le minori concessioni di credito/scoperto (motivazioni segnalate dall’82% delle aziende)». Oltre a queste, emerge una maggiore onerosità dei prestiti in termini di tassi d’interesse, segnalata dal 70% delle imprese.

Quanto alle strategia aziendali, tra quelle classificabili come aggressive, pur meno praticate rispetto allo scorso anno, risulta ancora diffuso il miglioramento dei prodotti/servizi offerti (azione intrapresa dal 43% delle imprese), mentre si riduce la quota di imprese che vogliono individuare nuovi canali/forme di distribuzione, cercare nuovi sbocchi in Italia e, soprattutto, all’estero. In diminuzione anche l’adesione ad iniziative di rete attivate da associazioni di categoria, consorzi o enti pubblici, che è passata nel giro di un anno dal 27% al 10%.

Tra le azioni difensive, il 51% delle aziende ha razionalizzato i costi per il perseguimento di una maggiore efficienza e il 42% ha compresso i propri margini. Infine, preoccupa vedere come sia salito dall’8% al 13% l’abbandono dei mercati finora presidiati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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