Lutto
Camp Darby, solo in quattro accettano il trasferimento
«We can not Vicenza». Lo striscione, confezionato nella sede della Cisl, ben sintetizza la scelta dei dipendenti di Camp Darby di rifiutare la proposta rivolta a 38 di loro di trasferirsi in Veneto
«We can not Vicenza». Lo striscione, confezionato nella sede della Cisl, ben sintetizza la scelta dei dipendenti di Camp Darby di rifiutare la proposta rivolta a 38 di loro di trasferirsi in Veneto. «Ieri era l’ultimo giorno utile a disposizione dei dipendenti per comunicare alla direzione del personale le loro intenzioni», ricostruisce Vittorio Salsedo, segretario provinciale di Cisl Fisascat. «Mi risulta che solo in quattro abbiano accettato il trasferimento». A niente sono servite le proposte della direzione del personale. «Per la verità poco convincenti - aggiunge il sindacalista -: a chi ha accettato il trasferimento sarà concesso l’utilizzo gratuito (ma solo per un mese) per il deposito dei mobili». E tutti gli altri? «Gli altri 34 timbreranno il cartellino per l’ultima volta il prossimo 30 settembre. Così come gli altri 12 licenziati diretti» Salsedo confida nel buon esito dell’azione legale avanzata nelle scorse settimane dai legali della Cisl. «La maggior parte dei dipendenti ha impugnato il licenziamento. C’è ancora tempo fino al 29 di luglio per farlo». C’è poi la causa intentata al governo Usa per comportamento antisindacale in tutta la vicenda.
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