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Un ragazzino iscritto in più e magari si sopravvive. Oppure...

Un ragazzino iscritto in più e magari si sopravvive. Oppure...

Mors tua, vita mea? Nel calcio giovanile sembra proprio così. Il confronto non avviene fra genitori , per fortuna, ma fra società. Perché accadeva nel passato, ma anche oggi, che un genitore si senta...

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Mors tua, vita mea? Nel calcio giovanile sembra proprio così. Il confronto non avviene fra genitori , per fortuna, ma fra società. Perché accadeva nel passato, ma anche oggi, che un genitore si senta chiamare da un amico dirigente di una squadra “avversaria” o da un ds, o da un allenatore: «Sai, ho saputo che l’anno prossimo la società di tuo figlio non si iscriverà perché ha troppe spese. Perché non porti il bimbo da noi?». Anche se non è vero. La compravendita di ragazzini ovviamente è vietata, ma qualche trucchetto scaltro è all’ordine del giorno. E anche un bimbo in più può segnare la differenza fra arrivare al numero minimo necessario per comporre la squadrina (e riscuotere il magro compenso o rimborso spese) e non arrivarci.

E nel caso dei bimbi più promettenti, fra ritrovarsi in casa il possibile campioncino la cui cessione futura al grosso club, ripianando un po’ di bilancio, o non avercelo. (a.sc.)

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