Il Tirreno

Pisa

I lavoratori contestano i vertici del Dsu

di Antonio Saggese

PISA. Sono molto preoccupati i lavoratori pisani dell’Azienda regionale per il diritto allo studio (Ardsu) a causa delle posizioni assunte dalla direzione. E hanno scritto una lettera alla presidenza....

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PISA. Sono molto preoccupati i lavoratori pisani dell’Azienda regionale per il diritto allo studio (Ardsu) a causa delle posizioni assunte dalla direzione. E hanno scritto una lettera alla presidenza.

«C’è stata una diminuzione del personale – raccontano i dipendenti – ed è aumentato il numero dei dirigenti, contrariamente a quanto previsto dalla Regione quando decise per un’azienda unica. L’organizzazione del lavoro viene decisa senza considerare le proposte dei dipendenti e senza verificare la reale esigenza dell’utenza. Abbiamo scritto alla presidenza, ma nella lettera che abbiamo ricevuto non ci sono risposte alle nostre domande».

«Il personale - proseguono i lavoratori -viene spostato da un servizio all’altro senza il rispetto dell’accordo sulla mobilità interna. Le modifiche all’orario di lavoro richiedono uno sforzo sempre maggiore ai dipendenti senza che ci venga data alcuna spiegazione riguardo le scelte prese in maniera unilaterale dall’azienda».

Nella lettera i lavoratori concludono dicendo: «Tutto questo sta avvenendo in un clima in cui le relazioni sindacali sono annullate dalla direzione, le decisioni aziendali vengono assunte in modo esclusivamente unilaterale, non solo senza l’ombra della trattativa ma perfino senza nemmeno un barlume della cosiddetta concertazione. Ogni norma contrattuale e di legge viene interpretata dall’azienda in modo penalizzante per i lavoratori».

Nella risposta data ai dipendenti, la presidenza dell’Ardsu rimanda il confronto al direttore ed esclude ci sia stato un incremento dei dirigenti. Inoltre viene sottolineato che la modifica del regolamento nasce dall’esigenza di favorire integrazione con le diverse unità regionali dei Dsu di Firenze e Siena.

Ma i dipendenti di Pisa ribattono: «Non siamo in contrasto con i colleghi di Firenze e di Siena, anzi vorremmo discutere tali problematiche anche con loro ed instaurare una collaborazione. Questa situazione non può continuare e in mancanza di risposte intendiamo attivare forme di mobilitazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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