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Disoccupazione in crescita soprattutto tra i più giovani
PISA. Ci sono undicimila pisani senza lavoro. La disoccupazione cresce ancora, soprattutto tra i più giovani. Crescono invece, in paralleleo, le ricerche di lavoro al Centro impiego e le richieste di...
PISA. Ci sono undicimila pisani senza lavoro. La disoccupazione cresce ancora, soprattutto tra i più giovani. Crescono invece, in paralleleo, le ricerche di lavoro al Centro impiego e le richieste di corsi di formazione, visti come un’occasione in più per prepararsi a un possibile nuovo lavoro. Questo in sintesi il quasro, tutto in negativo del mercato del lavoro dell’area pisana, come emerge dai dati presentati ieri dal presidente della Provincia, Andrea Pieroni e dall'assessore all'occupazione Anna Romei. Il monitoraggio del mercato del lavoro e dell'attività dei centri di impiego è stato curato dalla Provincia in collaborazione con il Dipartimento di Scienze economiche dell'Università.
I dati della provincia di Pisa rientrano, nel loro complesso, nella media nazionale. Particolarmente alto è il tasso di disoccupazione, attestato intorno al 6% (+0,5 nel 2011): significa che 11.000 persone nella zona pisana sono senza lavoro. È un dato tra i più bassi della regione, mentre per quanto riguarda la disoccupazione giovanile (19-24 anni) si registra un indice tra i più alti a livello nazionale (nel 2011 è salito a 29,5%). Tradotto, sono circa 2.500 i ragazzi che cercano attivamente un lavoro senza trovarlo. Discorso a parte per quanto riguarda invece i cosidetti Neet, acronimo inglese per sta per "persone che non studiano e non lavorano", la cui quota è arrivata quasi al 23%; in calo anche le iscrizioni all'Università, da interpretare secondo l'assessore Romei come un possibile effetto delle difficoltà economiche in cui versano numerose famiglie.
Negli ultimi 4 anni il tasso di disoccupazione femminile è salito di oltre il 2%, arrivando al 30,3% e che si sviluppa in parallelo al tasso di occupazione femminile sceso di 4 punti e assestato al 53% (dato particolarmente grave se confrontato con il livello medio europeo, intorno al 60%). Un dato interessante, che sfata molti miti, riguarda le differenze rispetto al grado di istruzione: il tasso di occupazione aumenta infatti al crescere del livello di istruzione: così il tasso di occupazione delle laureate è quasi doppio rispetto a quelle donne in possesso di una licenza media. I divari di genere rimangono tuttavia molto elevati, ma non sembrano aver subito una crescita a causa della crisi.
Aumentano invece in modo esponenziale le richieste al Centro per l’impiego e quelle di partecipazione ai corsi formazione. Infatti se prima della crisi i corsi di formazione erano spesso visti come un'inutile perdita di tempo o venivano vissuti come una possibilità a cui rinunciare senza troppi rimorsi, ora per un corso di formazione si presentano fino a 200 persone per soli 15 posti disponibili, dato allarmante e significativo che dimostra che con la recessione i disoccupati siano aumentati anche tra gli over 50 (detti "nuovi precari") che cercano di reinventarsi ,magari cercando di aggiornare delle professionalità e competenze abbandonate in gioventù e rimettersi, con tutte le difficoltà del caso, in gioco a a 50 anni compiuti.
E le previsioni sull’andamento di questi dati per l'anno in corso e quelli a venire sono tutt'altro che incoraggianti.
Leonardo Di Paco
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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