Il dolore
Caro calcio, un anno costa 1500 euro
Retta per la squadra, scarpette, ingresso al campo, benzina per la trasferte in campionato e nei tornei: aumenta tutto
PISA. Il bimbo gioca a calcio? È meglio, enormemente meglio, infinitamente meglio che abbrutirsi con i videogame. Ma non è un hobby gratuito. A fine stagione ti costa dai mille ai millecinquecento euro. Tempi sempre più duri e difficili per il mondo - per fortuna sano, dal punto di vista organizzativo e ambientale - del pallone a Pisa e provincia.
Aumento dei costi per iscriversi ai campionati, tariffe sempre più alte delle varie utenze e rimborsi ove previsti, budget familiari meno elastici che in passato, sono la causa di un pallone che si è sgonfiato un bel po’.
Molti club infatti hanno infatti chiuso bottega, molti altri hanno deciso di fare a meno della prima squadra concentrandosi solo sui giovani.
E secondo gli addetti ai lavori il futuro non è roseo, se si considera che una stagione può costare dai 25mila ai 100mila euro . Le famiglie ne fanno le spese, viste che le quote aumentano un po’ ovunque e si attestano su una media di 200-300 euro annui.
Costi per le famiglie. Le società di calcio giovanile sono costrette a chiedere alle famiglie una quota per far giocare i bambini. Spesso è una delle rare se non unica entrate delle società ed in moti casi serve a tenere in piedi la prima squadra più che il settore giovanile. In città servono mediamente 200-300 euro (metà prezzo per l’eventuale secondo figlio iscritto). E’ una cifra che normalmente viene divisa in rate, ma sovente le società devono essere molto elastiche viste le difficoltà giornaliere. Situazioni di disagio, tra gli stranieri ma non solo, possono portare a ritardi ma anche ad impossibilità di pagare una parte della cifra stabilita o anche tutta.
Solitamente in cambio della quota, ogni bambino riceve un kit di abbigliamento che comprende un po’ tutto il materiale utile per affrontare la stagione agonistica, dalla borsa alla tuta, dal completo per l’allenamento al giaccone. Ma le scarpette vanno comprate, a volte più di un paio l’anno perché il piedino del bimbo cresce e... non sempre è facile fargli capire che anche le scarpette non di marca sono buone come quelle firmate.
Tutto questo senza contare che le famiglie devono di fatto moltiplicare questa spesa. Andare ad assistere alle gare dei piccoli atleti ha un costo che mediamente tra i 3 ed i 6 Euro. Calcolati su non meno di una trentina (come minimo) di partite annue tra campionati e tornei, il contro è presto fatto e potrebbe incidere per una cifra oscillante tra i 100 ed i 250 euro a testa. Infine va calcolato il costo della benzina, dal momento che i campionati si giocano un po’ in tutta la provincia, anche se la Figc cerca sempre di privilegiare la vicinanza, e i tornei anche fuori.
Ecco quindi che per una normale famiglia, far giocare annualmente il figlio potrebbe incidere intorno ai mille-milleduecento euro. Ovviamente , se a veder giocare il bimbo ci vanno sia papà che mamma, il prezzo aumenta. E quando si va fuori, qualcosa bisognerà pur mangiare. Facciamo cifra tonda? Diciamo millecinquecento e non se ne parla più.
Costi dei campionati. Anche questa è una voce che incide in modo sempre più incisivo e causa lamentele delle società. Dieci anni fa iscriversi all’Eccellenza costava l’equivalente di 4.650 euro, oggi ne servono settemila con un aumento del 50%.
E così per tutti i campionati, fino alla Terza categoria, il cui costo in dieci anni è più che raddoppiato. In promozione il costo è 6mila euro, in Prima categoria 4900, in Seconda 4100, negli Juniores regionali 1900, in Terza 3000, negli Juniores provinciali 1000.
Questo solo per citare i campionati più richiesti, ma ci sono molte altre realtà nel pisano come il calcio a cinque con 2600 Euro per la C1, 2400 per la C2 e 2300 per la D. Spese di non poco conto anche nel calcio femminile che non naviga certo nell’oro ed ha problemi senza dubbio più grandi del maschile.
Queste spese sono le spese iniziali che ogni società deve mettere in conto, cui vanno aggiunte molte altre voci. Come i sono i costi degli impianti in gestione: bisogna trovare accordi con chi materialmente detiene i campi. Un problema che si pone soprattutto in fase di preparazione estiva. Molte volte a giocatori (delle prime squadre) e tecnici sono riconosciuti dei rimborsi spese calcolati solitamente su otto mesi. Ed ecco quindi che il costo annuo minimo, per chi ha magari solo qualche squadra di settore giovanile si aggira sui 25mila Euro, ma si può tranquillamente arrivare alla fatidica soglia dei 100mila per chi ha oltre una dozzina di squadre.
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