Il dolore
Poste, sindacati in piazza per scongiurare i tagli
PISA. Si dice razionalizzazione aziendale, si traduce licenziamenti di massa ingiustificati. È questa l'opinione dei leader provinciali dei lavoratori postali aderenti a Slc Cgil, Slp Cisl, Uil Poste...
PISA. Si dice razionalizzazione aziendale, si traduce licenziamenti di massa ingiustificati.
È questa l'opinione dei leader provinciali dei lavoratori postali aderenti a Slc Cgil, Slp Cisl, Uil Poste e Failp Cisal, riuniti ieri nella sede Cgil in viale Bonaini per discutere del piano che prevede la riorganizzazione delle Poste attraverso una politica di tagli e gestione degli esuberi. Per domani è previsto alle 9 in Piazza Vittorio Emanuele un presidio di fronte alla sede delle Poste, con assemblea pubblica a cui sono invitati cittadini, sindaci, presidente della Provincia e altri rappresentanti istituzionali.
Nonostante Poste Italiane Spa sia una delle poche società che ancora riesce a fornire un bilancio in utile, al netto circa 840 milioni di euro nel 2011 , la macchina della cosiddetta spending review non guarda in faccia nessuno, nemmeno aziende con bilanci (in teoria) sani come Poste. I tagli avverranno su tutto l'arco dello stivale ma - fanno notare i sindacati - contrariamente a quanto uno si aspetterebbe, sono proprio le regioni più virtuose per Poste Italiane ( insieme alla Toscana, Marche, Piemonte, Emilia Romagna, Marche e Basilicata) a subire di più politiche che definire di riorganizzazione pare un eufemismo.
Per quanto riguarda la provincia di Pisa, ad esempio, ci sarà il taglio di 33 zone di recapito postale, per un totale di 51 persone che rischiano di rimanere senza lavoro; la chiusura di 18 uffici postali di sportello (tra questi Campo, Avane e Ripafratta); la chiusura del Centro di meccanizzazione di Ospedaletto, dove lavorano 245 dipendenti, senza alcuna possibilità per il personale di essere reindirizzato a qualche altra attività, con prevedibili disagi anche per quella fetta di cittadini che, storicamente, fanno più affidamento sul sistema dei servizi che le Poste offrono nel loro complesso, pensionati e persone anziane su tutti.
In parole povere il disagio sociale atteso dai sindacati è grande, basti pensare soprattutto a quegli uffici dislocati in piccoli centri e che sono ancora considerati il luogo di ritrovo, per chiacchierare e restare in contatto con parenti lontani. Con la chiusura degli sportelli, i residenti in questi paesi dovranno faticare per fare pagamenti, bollettini, ritirare pacchi, pensioni e quant'altro.
Uno dei punti sicuramente più dolenti dei tagli - è stato detto dai sindacati - riguarda il Cmp di Ospedaletto.
Per la sua realizzazione è stato necessario un notevole impiego di risorse (12 milioni di euro) che ora rischiano di andare in fumo in quanto si ipotizza un accorpamento con Firenze che porterà a una serie di licenziamenti.
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