Sicurezza
Bici pubbliche anche a Pisa con 12 stazioni di scambio
La Pisamo ha pubblicato un bando di gara europeo per oltre 500mila euro I duecento mezzi potranno essere usati attraverso una tessera magnetica
PISA. Arriva anche a Pisa il servizio di “biciclette pubbliche”, conosciuto come “bike sharing”. Pisamo, la società che si occupa per conto del Comune delle questioni della mobilità, ha pubblicato un bando europeo. L’oggetto della gara è proprio questo: dotare il centro urbano di Pisa di un sistema di “bike sharing” a prelievo elettronico, attraverso tessere magnetiche e fornito di almeno 200 biciclette classiche. Una dozzina le stazioni previste (come si può vedere nella mappa pubblicata a fianco). Per Pisa è un modo per avvicinarsi alle capitali europee, ma anche diverse città italiane, grandi e meno grandi, già offrono questo servizio. Come effettivamente sarà organizzato il “bike sharing” sotto la Torre è ancora da stabilire nei dettagli e questo sarà compito del soggetto che si aggiudicherà il bando. «E’ un obiettivo al quale stavamo lavorando da tempo e che abbiamo concordato con la Consulta della bicicletta, organismo del quale fanno parte altri enti e varie associazioni e che per il Comune rappresenta in questo settore un punto di riferimento», dice l’assessore alla mobilità, David Gay. Ma quali saranno gli utenti principali? «Non solo i turisti, come si potrebbe pensare in prima battuta - aggiunge Gay - ma sicuramente anche i pendolari, gli studenti ed i residenti in genere per i loro spostamenti sui brevi tratti urbani».
Le caratteristiche. Il “bike sharing” (traducibile come “condivisione della bicicletta”) è uno degli strumenti di mobilità sostenibile a disposizione delle amministrazioni che intendono aumentare l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici, integrandoli anche con l’utilizzo delle biciclette per i viaggi di prossimità dove il mezzo pubblico non può arrivare. I tecnici la definiscono una possibile soluzione al problema dell’ultimo chilometro, cioè quel tratto di percorso che separa la fermata del mezzo pubblico alla destinazione finale dell’utente. Il “bike sharing” prevede che siano installate delle stazioni in diversi punti della città dove collocare le biciclette. Quelle individuate a Pisa, anche d’intesa con la Sovrintendenza, sono 12: aeroporto, stazione, Comune-Palazzo Blu, teatro-tribunale, Borgo Stretto, Polo Marzotto, Duomo, parcheggio scambiatore Pietrasantina, scambiatore Paparelli, scambiatore Pratale, ospedale Cisanello, Sms -Biblioteca. Le biciclette sono bloccate e utilizzabili dopo averle sbloccate o con una chiave o con una tessera con sistema di lettura (Rfid). Il servizio non è quindi generalmente usufruibile da tutti, ma richiede una registrazione per la consegna delle chiavi o della tessera: in questo modo si scoraggiano i furti poiché si è a conoscenza di chi ha utilizzato la bicicletta in quel momento. Il sistema è infatti costituito da stazioni dotate di apparecchiature di comunicazione gsm e colonnine cui sono agganciate le bici. Il funzionamento del sistema avverrà mediante tessera magnetica, che avvicinata al totem sgancerà automaticamente la bici. Le stazioni comunicheranno con la “centrale” che riporterà in tempo reale i posti disponibili su un’interfaccia internet. La soluzione prevista necessita solo di ancoraggi al suolo e forse di un allaccio all’alimentazione elettrica. Anche sugli eventuali costi del servizio si rimanda all’approfondimento del progetto.
I numeri. Il bando di gara (da 523mila euro) è per la fornitura e posa in opera del servizio, i cui numeri essenziali sono: 12 stazioni, 200 biciclette (fortemente caratterizzate per dissuadere il furto), 240 “agganci” per il rilascio delle bici, 3mila tessere magnetiche Rfid. Il vincitore dovrà fornire anche materiale informativo e grafico per la pubblicizzazione, e il sistema software. Il bando ha scadenza il prossimo 5 settembre (ore 12). Il Comune prevede l’aggiudicazione definitiva a fine settembre, con tre mesi di tempo per fornitura e collaudo. Entro il 2012 il sistema dovrebbe essere funzionante.
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