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Pisa

Suolo pubblico, ora Confesercenti attacca

Suolo pubblico, ora Confesercenti attacca

«Il commercio sta morendo e il Comune deve smetterla con le interpretazioni restrittive»

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PISA. «Il grido di allarme e di rabbia che un operatore di via Cammeo ha lanciato è l'immagine reale di cosa, alcune volte ma sempre più spesso, sta accadendo nella nostra città in merito all'uso che si fa dei pareri che gli uffici danno, obbligatoriamente, a fronte di una qualsiasi richiesta di occupazione di suolo pubblico. Tanti piccoli e piccolissimi imprenditori commerciali, anch'essi con attività nelle aree circostanti la piazza del Duomo, si sono trovati davanti ad un muro di gomma per le contraddizioni che emergono, appunto, dalle valutazioni dei due uffici, quello urbanistico e quello della polizia municipale, chiamati ad esprimere i rispettivi pareri. Contraddizioni derivate da interpretazioni personalissime dei due regolamenti che disciplinano allo stato attuale la materia, quello Edilizio e quello Cosap».

Lo dice Giulio Garzella, vicedirettore di Confesercenti, il quale aggiunge: «La nostra associazione ha più volte sollecitato l'amministrazione a dare una propria "interpretazione" delle due norme per dare, ai cittadini, certezza del diritto. Fino ad ora abbiamo solo assistito ad un "palleggio" inconcludente tra tutti i soggetti chiamati in causa e, in questo momento di "crisi nera", a farne le spese sono le aziende che non ce la fanno più ad andare avanti e l'unica alternativa che rimane, per evitare la bancarotta, è la chiusura dell'esercizio tra l'indifferenza di chi è convinto di avere "salvato" l'arredo urbano della città impedendo l'esposizione di un paio di espositori di merci».

«Non più tardi della fine della scorsa settimana - prosegue Garzella - abbiamo nuovamente presentato una relazione a riguardo di richieste evase negativamente evidenziando l'inesistenza, al pari di altre concessioni rilasciate, di particolari fattori proibitivi. Ci auguriamo che finalmente l'amministrazione comunale chiarisca una volta per tutte le contraddizioni esistenti, ammesso che esistano, tra i due regolamenti comunali, quello edilizio e quello Cosap. Il primo che non prende in considerazione il problema non disciplinando l'occupazione per le aziende commerciali e il secondo che invece gli dedica, molto esaurientemente, un intero articolo e ci auguriamo, nell'attesa di conoscere i contenuti del nuovo regolamento dell'uso del suolo pubblico, che si evadino positivamente le pratiche sospese. Di fronte alle situazioni drammatiche che stanno vivendo le attività commerciali una interpretazione delle norme più visina agli interessi dei cittadini, specie in una fase di liberalizzazione esasperata come quella messa in campo dal governo Monti, tornerebbe utile agli interessi dell'intera collettività».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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