Attenzione
Stop al commercio delle biciclette rubate
Con il periodo estivo, purtroppo, l’odioso fenomeno dei furti di bicicletta nella nostra città tocca fenomeni intollerabili. Anche dal contrasto di fenomeni come questi, da qualcuno considerati ...
Con il periodo estivo, purtroppo, l’odioso fenomeno dei furti di bicicletta nella nostra città tocca fenomeni intollerabili. Anche dal contrasto di fenomeni come questi, da qualcuno considerati “minori”, si valuta la civiltà di una società. E purtroppo Pisa, da questo punto di vista, ne mostra poca.
Vedersi rubare una bicicletta e poi sapere (e vedere) che c’è un mercato indisturbato con persone che all’uscita della mensa universitaria offrono biciclette in vendita agli studenti e ai passanti è un fenomeno abbastanza frustrante.
Come tanti pisani mi chiedo come sia possibile che le varie forze istituzionali e dell’ordine non intervengano per controllare e provare a combattere il fenomeno.
Certamente servirebbe un maggior spirito civico da parte di tutti noi: un paio di anni fa in centro storico vidi due uomini che chiaramente si accingevano a rubare una bicicletta. Essendo da solo con un bimbo piccolo non mi avvicinai troppo ma rimasi in zona per capire.
Non appena compresi che effettivamente una bicicletta fu rubata, chiamai la polizia, descrivendo i soggetti. La polizia mi rivolse molte domande, facendomi alla fine capire che non sarebbe potuta intervenire. In quei minuti in pieno giorno molte persone passarono, molte non si accorsero della cosa, ma qualcuno preferì “girare” la testa.
Del resto è comprensibile. Chi per una bicicletta si metterebbe a discutere e a rischiare rogne? E anche se uno fa il buon cittadino, denuncia e chiama la polizia, poi cosa succede?
Le forze dell’ordine, come noi, conoscono molti di questi ladri. Che però si continuano a vedere in giro, spesso in sella a biciclette appena rubate…
E allora, rassegnazione pura? Credo di no, credo sarebbe giusto provare ad avere uno scatto d’orgoglio collettivo. A partire da tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti, che troppo spesso preferiscono lasciare la palla addosso alle forze dell’ordine.
Un esempio: in tutti questi anni non ho mai sentito i vertici dell’Università e dell’Azienda per il Diritto allo Studio intervenite su questo tema.
Per non parlare dei rappresentanti degli studenti e delle liste universitarie. Forse un controllo e una “voce” diversa provenire da questi soggetti potrebbe essere di conforto: iniziando magari con il dire che non è affatto giusto acquistare le biciclette fuori da mensa (o in qualche altro posto che non conosco), sapendo che quelle biciclette sono rubate, alimentando così in maniera esponenziale il mercato che ci sta dietro.
Esistono studenti che pensano che acquistare da quel mercato non sia giusto, a costo di spendere qualche euro in più?
Sarebbe già un buon segnale da cui partire.
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