Sicurezza
Più di un’ora per fare la carta d’identità Proteste all’anagrafe
Un ufficio inagibile dopo il terremoto è ancora chiuso Mai potenziati quelli periferici di Marina e Riglione
PISA. File e proteste davanti agli uffici dell’anagrafe del comune di Pisa.
Per ottenere un qualsiasi documento bisogna attendere anche più di un’ora. Abbiamo constatato noi stessi ieri mattina una situazione critica, come sottolineato anche da Federico Giusti del sindacato Cobas.
Protestano cittadini e dipendenti che vivono una situazione di forte disagio: i primi estenuati per i lunghi tempi d’attesa, i secondi costretti a lavorare in ambienti caotici e disorganizzati.
«Ci vogliono ore per fare qualsiasi cosa - dice la gente - e non c’è neanche una sala d’attesa».
«Com’è possibile che con tutta questa gente siano aperti due o al massimo tre sportelli?», si chiedono le persone in fila. Per i dipendenti dell’anagrafe gestire l’utenza è difficile e in molti lamentano carenza di personale e locali non adatti. «La struttura è priva di microfoni – entra nel merito Federico Giusti – e comunicare con gli utenti è difficile. Inoltre nell’ufficio non esiste separazione tra front e back office e i dipendenti devono lavorare in mezzo alla confusione considerato che Palazzo Gambacorti non ha una sala d’attesa».
L’ufficio anagrafe è anche sprovvisto di corsie preferenziali per le categorie più deboli come bambini ed anziani.
«È una situazione incresciosa - spiega Giusti - aggravata dal fatto che non è mai stato attuato un potenziamento degli uffici periferici, come nel caso di Marina e di Riglione. Se poi si aggiunge il rilascio delle carte di identità per i minori che ora sono necessarie dai primi anni di vita si capisce quanto il carico di lavoro del personale sia aumentato notevolmente».
Le nuove normative sulle residenze complicano ulteriormente le cose: «La legge da maggio scorso impone ai Comuni di espletare le pratiche entro due giorni – racconta un dipendente – ed è davvero difficile gestire la situazione. Abbiamo anche un programma elettronico per gestire le code ma con due o tre sportelli aperti non serve a molto, senza contare che lavoriamo con computer vecchissimi».
Palazzo Gambacorti presenta diversi limiti strutturali e organizzativi. L’ufficio informazioni è situato a cento metri dal Comune e manca la segnaletica. «È un disastro – continua un altro dipendente – e nel periodo delle elezioni sarà ancora peggio. Siamo poco organizzati e c’è carenza di personale». L’ufficio delle carte di identità elettroniche, reso inagibile dopo il terremoto di maggio, è ancora chiuso ma questa sembra solo la punta dell’iceberg.
«Al di là dell’ufficio delle carte di identità elettroniche - continua Giusti - la situazione dell’ufficio anagrafe non è migliorata nonostante sia stata denunciata più di un anno fa. I servizi al cittadino non sono tutelati. I dipendenti sono in una situazione precaria, la politica di decentramento degli uffici non funziona e le nuove normative hanno accresciuto le difficoltà».
«L’amministrazione comunale deve risolvere questa situazione - conclude Giusti - nel rispetto del cittadino e a tutela del personale comunale».
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