Il Tirreno

Pisa

Tolta la luce al campo nomadi stop agli allacciamenti abusivi

di Donatella Lascar
Tolta la luce al campo nomadi stop agli allacciamenti abusivi

L’operazione alla Bigattiera condotta in forze da carabinieri, polizia e vigili urbani con i tecnici Enel «La situazione era ormai a rischio». L’assessore non era stata avvertita: «Ma l’acqua sarà garantita»

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TIRRENIA. Il campo rom della Bigattiera da ieri mattina è senza luce. Infatti, è stato portato via dalla centralina il contatore a cui erano attaccati diversi fili e cavi volanti giudicati estremamente pericolosi per gli occupanti del campo abusivo. Verso le 8 del mattino dieci uomini del battaglione dei carabinieri, dieci della polizia dei reparti mobili, più i carabinieri del territorio e gli agenti della polizia municipale del litorale, hanno scortato i tecnici dell’Enel per effettuare la rimozione della centralina in modo da impedire ulteriori allacci abusivi. Il grosso spiegamento di forze fa supporre che si temesse una reazione violenta da parte degli abusivi che invece non c’è stata, ma non sono certo mancate le proteste durante la rimozione dei contatori da parte degli occupanti del campo.

Un paio di mesi fa la Società della Salute aveva richiesto un sopralluogo per verificare la sicurezza dell’insediamento e dal rapporto dei vigili del fuoco era risultato che l’impianto Enel era pericoloso e che doveva essere messo in sicurezza. Alla fine però, si è deciso di procedere alla rimozione della centralina perché il livello dell’uso improprio con allacci pericolosi, era aumentato. Così ora nelle varie baracche e roulotte, non funzionano più frigoriferi, lavatrici, televisori e molto altro. Resta da chiarire se invece il rifornimento idrico sia ancora attivo o se invece è stato interrotto anche quello perché fornito da un’autoclave elettrica. In proposito, l’assessore al sociale Maria Paola Ciccone, che non era stata informata preventivamente dell’intervento di ieri mattina, ha detto che il rifornimento dell’acqua verrà comunque garantito. Tutto questo in un contesto di forte degrado dove le roulotte sono ricoperte da teli di plastica e alcune baracche sono dei veri e propri rifugi improvvisati con bombole del gas subito all’esterno, roba ammassata tipo discarica in vari punti del campo, una distesa di copertoni e immondizia varia dove in mezzo spiccano anche i giochi dei bambini. Una situazione che lo scorso anno ha portato il Parco a denunciare gli occupanti per disastro ambientale. «Anche questa operazione – afferma l’assessore Ciccone – rientra nell’ottica dello sgombero del campo come ormai è stato deciso da tempo e tutti i nomadi ancora insediati lo sanno bene. Dei 150 nomadi censiti lo scorso anno, nel campo ne sono rimasti circa 80-90, tutti di nazionalità macedone. E ogni volta che qualcuno lascia il campo provvediamo all’abbattimento delle baracche che hanno lasciato. Dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco sapevo che c’era bisogno di una messa in sicurezza dell’impianto giudicato estremamente pericoloso». Il campo rom della Bigattiera ha alle spalle una lunga storia che risale al 2004 quando venne insediato qualche nucleo familiare rom (circa 60 persone) che dovevano rimanere solo sei mesi. Invece sono passati 8 anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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