Lutto
Marchesi, si riaffaccia l’ipotesi demolizione
Il complesso si svuota: oltre allo spostamento del geometri, si trasferisce la biblioteca provinciale
PISA. Nel piano impostato dalla Provincia (e forse portato avanti, o meno, da un altro ente, se saranno confermati i dettami della spending review) anche senza avere un ruolo da protagonista, il coinvolgimento diretto del complesso Marchesi è notevole. Se dovesse trovare attuazione il programma ipotizzato, il polo scolastico di Cisanello si troverebbe abbastanza svuotato rispetto al quadro attuale: via l’istituto Santoni (in via Contessa Matilde) e via la biblioteca provinciale (in via Gioberti). Un Marchesi dunque più leggero. Tutto casuale rispetto a quell’idea di demolizione circolata qualche anno fa, con esplosione di polemiche a carattere anche nazionale? Nei corridoi della Provincia non si sente la parola “demolizione”, ma non si nega che quei due trasferimenti sarebbero «un pezzo del superamento del Marchesi nella versione di ora». Pur detto in maniera diversa, sembra suonare come una conferma.
Questo potrebbe tornare a far scatenare la reazione, tra gli altri, dell’Ordine degli architetti di Roma, che si era schierato in maniera decisa contro l’abbattimento del Marchesi: costruito a metà anni Settanta, è considerato un patrimonio architettonico storico, rappresentando il superamento della visione della scuola “chiusa” e uno dei primi esempi di apertura dell’istituzione scolastica verso il quartiere e la società. Tra l’altro, il complesso ospita anche una mensa e una piscina utilizzata non solo dalla popolazione scolastica.
La Provincia aveva sempre replicato sottolineando gli ingenti costi necessari al mantenimento della struttura, che nella sua fruizione e con il passare del tempo ha mostrato lacune dal punto di vista strutturale, al di là del valore architettonico. Negli anni l’amministrazione provinciale ha speso cifre considerevoli per la manutenzione del complesso. L’ultimo investimento è stato di 4 milioni di euro, necessari per metà al rifacimento delle coperture e per metà alla ristrutturazione del blocco piscina-palestre. Questa spesa sembra ribadire che il «superamento» del complesso Marchesi non è, o non sarebbe, un obiettivo per l’immediato, piuttosto per il medio-lungo periodo.
L’ipotesi di demolizione del Marchesi era poi venuta meno in considerazione dei costi che avrebbe comportato la nuova costruzione di una scuola di simili dimensioni. Le risorse economiche necessarie, diversi milioni di euro, sarebbero potute arrivare solo da una vendita dell’area di via Betti con una destinazione di tipo residenziale privato, ma questa è non prevista dalla scheda urbanistica in vigore. Però un Marchesi senza Santoni e biblioteca sarebbe assai diverso; e si tratterebbe di trovare una nuova sistemazione, meno impegnativa, “solo” al liceo Buonarroti. E così per il complesso scolastico torna a girare l’ipotesi di demolizione.
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