Il Tirreno

Pisa

La burocrazia e i bracconieri vengono dal mare

Settimana di burocrazie balneari, di falsi bracconieri e di riservatezze assembleari. Mentre la stagione balneare avanza, tra i bagni del litorale solo uno è rimasto chiuso divenendo subito un luogo...

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Settimana di burocrazie balneari, di falsi bracconieri e di riservatezze assembleari.

Mentre la stagione balneare avanza, tra i bagni del litorale solo uno è rimasto chiuso divenendo subito un luogo abbandonato, malinconico e fatiscente. Ironia del destino è quello dei dipendenti comunali che, si dice, per disguidi e divergenze che attraversano gli stessi uffici del Comune non è riuscito ad assegnare l’appalto per la gestione. Ma è questione di mesi e a gennaio, forse, potrà aprire. Siamo arrivati al punto che la burocrazia riesce a danneggiare se stessa. C’è qualcosa di sublime in questo che fa pensare ad un intervento divino.

Mi avevano raccontato di uno sconcertante puntata di “Linea blu” su Rai Uno. Sono andato a vedermela. Confermo.

In una trasmissione che trasmette nel modo peggiore tutti gli stereotipi possibili di qualunque luogo della penisola frequenti: «I livornesi tengono molto alla forma fisica», per dirne una. Dalla tenuta di San Rossore abbiamo visto un signore in divisa che ci ha spiegato che lì uno dei principali problemi è il bracconaggio (addirittura organizzato per bande) che proviene dall’Arno e dal mare. Ora, chiunque sappia di San Rossore e di fiume ci spiega che è un’invenzione.

Il problema, paradossalmente, è il contrario: il proliferare di daini e cinghiali che non essendo predati si moltiplicano a dismisura danneggiando ambiente e vegetazione. Problema che, come tutti sanno, viene affrontato in un modo tipicamente italiano: si fa ma non si dice. Come testimonia la moderna macelleria appena attrezzata nel Parco.

Ma non finisce qui, un’altra gravissima piaga si aggiunge: la pesca di frodo delle telline.

Insomma, su un palcoscenico nazionale, una roba – chiaramente indotta e artefatta – che ci mostra come popolo di bracconieri, di ungulati e molluschi.

La frase della settimana è di Miro Berretta che, dimettendosi dalla presidenza della Direzione comunale del Pd perché, dopo un mese, non riesce a fornire l’elenco dei suoi membri a chi li richiede (allo scopo di provare a fare le primarie per il sindaco), dichiara: «Pensavo che una settimana fosse un tempo ragionevole. Invece il meccanismo si è fatto più lungo e quando me ne sono reso conto ho pensato che per garantire al meglio il funzionamento di tutti i passaggi serva una persona con più tempo a disposizione». Non si sa se apprezzare di più la diplomazia o la perfidia.

Alla prossima.

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