Italia
Il cento e la lode, dopo 5 anni di studio
Studenti pisani tutti promossi all’esame di maturità, in cinque al Liceo “Buonarroti” raggiungono il massimo dei voti
PISA. Vacanze felici per gli studenti pisani. L’esame di maturità è ormai terminato in tutti gli istituti e gli scrutini finali rivelano un quadro decisamente positivo per la maggior parte delle scuole: tutti promossi, tanti diplomati con una media superiore agli 80/100, molti 100, alcuni addirittura con lode. I voti e le percentuali di promossi e non ammessi cambiano di poco rispetto agli anni precedenti. Spiccano tra tutti i ragazzi del Dini, con quindici 100 sui quadri, e gli alunni del Buonarroti con sei 100 e ben cinque lodi. «Siamo molto contenti dei risultati ottenuti dai nostri studenti, ci sono state diverse eccellenze, ben quindici centisti» dice il professor Giuseppe Piero Ceraolo, preside del Liceo ccientifico “Dini” e dell'Istituto tecnico Pacinotti, che aggiunge: «Non c'è una differenza significativa rispetto agli altri anni: ogni classe rappresenta un contesto diverso ed è questo il fattore che determina i giudizi finali. Di altri cambiamenti si potrà parlare quando arriveranno alla maturità i ragazzi delle classi che hanno subito la riforma». Sulla stessa linea Mariangela Chiapparelli, dirigente scolastico del Liceo scientifico “Buonarroti”: «Nel nostro istituto abbiamo riscontrato un successo formativo rilevante con tanti centisti tra i nostri alunni e diverse lodi, ma riguardo ai giudizi non ci sono differenze sostanziali con quelli degli anni precedenti, come per le percentuali di promossi e bocciati».
Rispondono alla grande dunque alla prova dei tabelloni i maturandi di Pisa che nonostante le nuove regole raggiungono il 100 e anche il più prestigioso “100 cum laude”. Per vedere impreziosito dalla lode il loro voto, hanno dovuto mantenere per tre anni la media del nove e concludere il liceo con una maturità perfetta.
I compagni forse li definiscono “secchioni” o “cervelloni” ma a loro certi appellativi non piacciono. «Non mi sento un secchione - dice Valerio Bertacchi, “lodista” del Liceo Buonarroti - conoscevo dal terzo anno quello che si doveva fare per raggiungere il massimo dei voti, ma non mi chiudo certo in casa: esco tutte le sere e vado ai concerti». Sul futuro ha le idee chiare: «Voglio studiare Fisica, penso che tenterò il concorso per entrare alla Normale». Dopo il diploma tutti pensano all'università e alla domanda su “I giovani e la crisi” (era il titolo di uno dei saggi della prima prova) i ragazzi rispondono sicuri: «Laurearsi prima di tutto».
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