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Pisa

La compagna chiede aiuto nessuno scende in strada

La compagna chiede aiuto nessuno scende in strada

Al momento degli spari la donna era nell’appartamento al primo piano Si è affacciata al balcone, ma dell’attentatore non c’era ormai più traccia

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MARINA. La donna che si trovava con Gianluca Giovannetti era nell’appartamento al primo piano quando ha sentito gli spari, si è affacciata al balcone che da sulla strada ed ha visto l’uomo per terra che chiedeva aiuto ma dello sparatore non c’era già più traccia.

La donna ha cominciato ad urlare disperatamente, ha chiamato subito il figlio di Giovannetti che vive a Livorno che ha immediatamente avvisato il 118 ed il 112. Poi è scesa in strada dove ha continuato ad urlare fino a quando non è sopraggiunta l’ambulanza intorno alle 5:05.

La donna a raccontato ai soccorritori che ha suonato tutti i campanelli degli appartamenti del suo palazzo ma non è uscito nessuno a prestare aiuto. Ma una vicina di casa invece è stata svegliata proprio dalle urla della donna ed ha chiamato i carabinieri.

«Ho sentito delle urla strazianti per diversi minuti – racconta quest’ultima, che ha fatto il numero del 112 ,- ho pensato che si trattasse di un’aggressione proprio nei suoi riguardi dato che qui è anche un po’ buio e ho chiamato il pronto intervento. Erano le 5 e 12 minuti, me lo ricordo bene perché ho guardato l’orologio nel caso in cui in seguito fossero venuti i carabinieri a chiedermi qualcosa come in effetti hanno fatto più tardi».

«Non sono uscita per strada - spiega - perché ho avuto paura ma quando sono arrivati i soccorsi e poi i carabinieri, mi sono affacciata ed ho visto una donna che parlava al telefono molto agitata. Io sono qui in vacanza tutto il mese così come la signora che attualmente abita sopra di me e che invece affacciandosi alla finestra ha visto l’uomo per terra ed ha chiamato l’ambulanza e l’altra ragazza invece che abita nel seminterrato, invece ha sentito due colpi di pistola».

La donna ha anche raccontato che la mattina ha visto tanti poliziotti, carabinieri tra i quali gli è sembrato di vedere anche la Digos, che con degli strumenti hanno fatto dei rilevamenti ed hanno cercato a lungo anche tra gli scogli.

Infatti, le tracce di sangue partono dal centro della strada ed arrivano fino ad una panchina a ridosso degli scogli schizzata di sangue di lato nella parte bassa. Anche noi abbiamo provato a parlare con qualcuno che abita nel palazzo, ma non ha risposto nessuno. Nei tre appartamenti del piano terreno i campanelli addirittura non funzionavano e le persiane erano tutte chiuse. Al primo piano invece, dove abita anche Giovannetti, ci sono altri tre appartamenti dove i campanelli funzionano perfettamente e davanti alla porta di uno di questi c’era una sedia a rotelle, il che significa che qualcuno ci abita.

Un cliente del bar la Rosa dei Venti che si trova a circa duecento metri da dove è successo il fatto, ha raccontato di non aver sentito niente malgrado abiti nel residence che si trova quasi accanto al villino Tobler. Lo stesso per quanto riguarda uno dei soci del bagno Gorgona poco distante da dov’è avvenuto il fatto.

«Io ero già in piedi alla 5 per via del mare grosso – racconta Stefano Sbrana, uno dei titolari del bagno Gorgona, - ma non ho sentito gli spari né altro. Ho sentito solamente la sirena dell’ambulanza ma ho pensato che si trattasse di un incidente». (d.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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