La manifestazione
Parco verde e Stella Maris Cisanello cambia ancora
Si accelera per la variante urbanistica, a settembre l’ok del consiglio comunale La Provincia punta a recuperare i 4 milioni spesi per la sede che non si fa più
PISA. La spending review quasi “congela” le Province nell’incertezza. Ma una certezza per la Provincia di Pisa è che, considerate le prospettive (forse l’accorpamento con Livorno), la nuova grande sede prevista a Pisanova non si farà più: non serve. E’ però più vicino il recupero dei 4 milioni di euro già spesi dall’ente di piazza Vittorio per l’acquisto dei terreni e procedure collegate: le casse, messe in difficoltà dall’ex tenuta Gaslini di Palaia che proprio non si vende, ne trarrebbero sollievo. Sarà la Stella Maris a subentrare, spostando la propria sede su parte dei terreni di fronte al centro commerciale. Con la Provincia l’accordo esiste da tempo, ma è necessaria una variante urbanistica. La novità è che l’iter è cominciato nella commissione consiliare, che si è riunita anche ieri.
La variante proposta dalla giunta è ampia, comprende alcune decine di “movimenti” e, tra questi, anche lo “scambio” Provincia-Stella Maris. E’ definita una variante di “utilità pubblica”, che punta a valorizzare (vendere) pezzi di patrimonio; e «le risorse che scaturiranno dalle alienazioni verranno usate per gli investimenti», ha spiegato in commissione l’assessore all’urbanistica, Fabrizio Cerri.
«Noi saremmo già pronti a vendere i terreni di Cisanello, i tempi dipendono dalla variante e per questo stiamo sollecitando il Comune», aveva incalzato di recente Andrea Pieroni, presidente della Provincia. I tempi cominciano ad essere definiti: adozione della variante in consiglio comunale a settembre, approvazione definitiva entro l’anno. Cerri conferma: «Stiamo definendo una scheda apposita venendo incontro alla richiesta della Provincia per la cessione dell’area alla Stella Maris. Con questa variante diminuiranno anche le superfici lorde da edificare», passando da 55 a 38 metri quadri. La scheda Pisanova, in effetti, contiene anche un parco pubblico di 5 ettari, come auspicato da varie associazioni ambientaliste per avere un’area verde in una zona che sta cambiando sensibilmente.
Ma dalla variante avrebbero benefici anche altri enti, come l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana che ha chiesto un cambio di destinazione d’uso per l’ex clinica ortopedica di Calambrone, dopo un paio di aste andate deserte: da sanitaria a turistico-alberghiera. Possibile un nuovo hotel, dunque, nella zona delle colonie ristrutturate.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
