Sicurezza
Fa restaurare a sue spese un organo del Seicento
È quello custodito nella chiesa del Carmine: un imprenditore ha donato centoventimila euro. L’intervento sarà curato dall’esperto Nicola Puccini
PISA. L'organo più importante di Pisa e provincia, costruito nel 1613 dai fratelli Cosimo e Andrea Ravani, custodito nella chiesa di Santa Maria del Carmine, è da qualche giorno in sala restauro. Grazie alla donazione di un anonimo imprenditore pisano - si parla di un lavoro da 120.000 euro - entro maggio del 2013 l'organo tornerà alla destra dell'altare maggiore per accompagnare le consuete liturgie e pronto a far bella mostra di sé come il più antico strumento accessibile a tutti. Sarà inoltre utilizzato da professori di valore internazionale per organizzare masterclass di musica dal '400 al '600. Si tratta di uno strumento particolarmente prezioso, costruito dagli organai lucchesi che ne produssero altri due tra il 1615 e il 1617, custoditi rispettivamente nella cattedrale di Lucca e nella Chiesa di San Domenico a Pistoia. La notizia dell'avviato restauro, affidato alla ditta Puccini di Migliarino in seguito ad approvazione della Soprintendenza di Pisa e autorizzazione scritta, precede solo di qualche mese l'inaugurazione del Chiostro della Chiesa del Carmine. È infatti prevista per settembre la fine dei lavori di ristrutturazione , resi possibili dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa che ha contribuito con il 70 per cento dell'importo totale. Proprio nel chiostro le canne dell'organo sono state disposte, dopo essere state smontate.
«Il materiale non ritenuto consono – ha spiegato Nicola Puccini, organista e titolare dell’omonima ditta di costruzione e restauro di organi - è stato accantonato in sagrestia, mentre le canne antiche sono state portate nei laboratori di Migliarino dove sono stati realizzati grafici per ricostruire parti meccaniche e lignee».
Le analisi chimiche sulle lastre di metallo sono eseguite sotto la sorveglianza della dottoressa Alba Macripò della Soprintendenza. L'organo Ravani subì un primo grosso intervento di restauro nella prima metà dell'800, ad opera di Bartolomeo di Marco Tronci, appartenente a una delle famiglie più importanti in Italia come costruttori di organi musicali.
«Un secondo restauro fu poi fatto tra gli anni '60 e '70 - ha spiegato Puccini - Nello smontaggio, da una prima catalogazione risulta presente il 70%del materiale fonico (canne), mentre tutta la parte lignea (tastiera, pedaliera, mantici e somiere a vento) sarà ricostruita con misure identiche agli organi Ravani di Lucca e Pistoia».
Nella sua bottega Puccini ha effettuato il restauro degli organi Nicomede Agati del 1850 della Chiesa di Sant'Anna della Scuola Superiore e del Giosuè Agati (1837) della chiesa parrocchiale di Ripoli . Da ricordare anche il restauro dell'organo Cesare Romani (1616) di San Quirico d'Orcia. I suoi strumenti, nuovi ed unici, vengono apprezzati e richiesti da musicisti di tutto il mondo: Puccini è appena rientrato dalla Francia, dove ha consegnato uno strumento piccolissimo ma di grande potenza sonora, commissionato per l'inaugurazione di una cattedrale in Normandia; lo stesso verrà utilizzato a ottobre per l'inaugurazione ufficiale della Chiesa della Santissima Trinità a Parigi, con coro e orchestra. E già ripartito per Copenaghen dove consegnerà delle percussioni che saranno utilizzate dal maestro Yuzuru Hiranaka per un cd. Prossimamente saranno consegnati altri due organi, in Giordania ed Africa.
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