Sicurezza
Terreni del porto in segreto una scelta che fa discutere
PISA. Questa mattina a palazzo Mosca si riunisce «in seduta segreta» la prima commissione di controllo e garanzia per discutere dei «terreni di proprietà comunale nell’area del realizzando porto di...
PISA. Questa mattina a palazzo Mosca si riunisce «in seduta segreta» la prima commissione di controllo e garanzia per discutere dei «terreni di proprietà comunale nell’area del realizzando porto di Marina di Pisa: esame della documentazione fornita dagli uffici comunali». Vista la delicatezza dell’argomento, la scelta di non aprire a pubblico e stampa è sembrata quantomeno singolare: e una petizione di cittadini sta circolando su internet per chiedere all’amministrazione di ripensarci.
La vicenda è nota da circa un mese ed è stata sollevata dal consigliere comunale Maurizio Bini (Rifondazione): la società “Boccadarno Porto di Pisa” sta realizzando il porto a Marina e dovrebbe costruire anche il prospiciente villaggio turistico su un’area di proprietà in parte del Comune e in parte della Gea. Ma i terreni - per i quali c’è un accordo di cessione in cambio di 3,7 milioni di euro - non solo sono stati mai pagati, ma addirittura la società non ha mai sottoscritto il contratto e ritiene di non essere tenuta a farlo. La segretezza della riunione è possibile ai sensi dell’articolo 21 del regolamento del consiglio comunale, che al secondo comma recita: «Il presidente convoca la commissione in seduta segreta esclusivamente per la trattazione di argomenti che comportano apprezzamenti sulle persone o quando la pubblicità della seduta possa arrecare grave pregiudizio all’interesse del Comune». Trattandosi di una commissione di controllo, il presidente è d’opposizione: Riccardo Buscemi (Pdl). Ma a votare per la segretezza sono stati maggioranza e Udc, mentre contrari erano Pdl, Sel e Rc. In ogni caso il sindaco Filippeschi ha precisato che non si tratta di decisioni politiche: a suggerire la modalità della riunione è stata Angela Nobile, Segretaria generale del Comune, a tutela di tutti gli attori istituzionali coinvolti: non va dimenticato che il Comune ha posto la pratica nelle mani dell’Avvocatura Civica.
La spiegazione non basta ai firmatari dell’appello, tra i quali compaiono il professore Adriano Prosperi e il presidente di Legambiente Marco Ricci. Nel testo si ricorda che Pisa è stata la prima amministrazione d’Italia a dotarsi di un codice etico (a marzo di quest’anno) e ci si chiede se la decisione della seduta segreta «sia coerente con i principi della Carta stessa, che comporta precisi doveri di trasparenza».
Per uscire dalla «contraddizione» l’auspicio è che gli atti siano rivelati nel consiglio comunale di domani. (g.c.)
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