Il Tirreno

Pisa

Stazione: cambiano fronte spaccio, risse e bivacchi

di Francesco Loie Daniele Benvenuti
Stazione: cambiano fronte spaccio, risse e bivacchi

I nordafricani si sono spostati soprattutto nella galleria A, la meno illuminata Cittadini e commercianti: non siamo tranquilli, immagine negativa della città

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PISA. Lo scooter è lì, in bella evidenza. Appena si esce dalla Galleria Gramsci A, quella a destra guardando piazza Vittorio Emanuele II, il “giro” si nota subito. Quel mezzo è una piccola, ma funzionale centrale dello spaccio. Giovani nordafricani, qualche italiano. Zona stazione: lo scenario è il solito, un mix di microcriminalità e problemi sociali. Droga, risse (tra extracomunitari), zingarelle scatenate, senza tetto. Forse però non è tutto “il solito”. Residenti e commercianti segnalano, si lamentano e fanno notare una differenza: dalla parte della Galleria B si apprezza qualche piccolo miglioramento, senza esagerare. Le luci forti del bar Gambrinus (con la videosorveglianza), quelle del Punto Snai aperto con orario prolungato, il pattugliamento delle forze dell'ordine. Risultato: il “movimento” in larga parte si è trasferito sull’altro lato, quello della Galleria A.

A dirla tutta, anche nel tunnel opposto, quello che sfocia in via Mascagni, le facce poco raccomandabili non mancano. «Sono le uscite laterali, le vie di fuga quando le forze dell’ordine devono intervenire», sottolinea un residente. Basta varcare la Galleria per trovarsi, anche di giorno, in un’atmosfera surreale. Via Vespucci, via Colombo fino a via Fratti, anzitutto, aprono lo spaccato pisano di Chinatown: sono quasi tutte con “occhi a mandorla” le attività commerciali. I cinesi comunque si fanno gli affari propri, in tutti i sensi. Sono invece i nordafricani a preoccupare. «Spaccio in pieno giorno, bivacchi, rifiuti: questa è la nostra quotidianità - ci spiegano al ristorante Schiaccianoci di via Vespucci -. Abbiamo dovuto mettere delle piante sulla soglia del locale per evitare che fosse utilizzata come sosta permanente. Negli ultimi tre giorni ci abbiamo trovato quattro portafogli vuoti, gettati dopo un borseggio. Anche la polizia ci dice che più di tanto non è possibile fare».

«Il degrado ormai regna sovrano - aggiunge il direttore di un albergo che si trova proprio nella zona più calda -. Un danno per l’immagine della città: sono sempre di più i clienti, specie donne o giovani coppie, che alla fine del soggiorno lasciano commenti negativi. C’è addirittura chi ha scritto che dopo le 22 conviene barricarsi in camera anziché uscire, viste le persone che frequentano la strada». Un abitante storico di via Vespucci amplia il coro della sopportazione al limite: «A volte non riesco ad aprire il mio portone perché ci sono persone a bivaccare che lo ostruiscono. Bevono, mangiano, sporcano senza alcun rispetto. Ho trovato mutande usate che qualcuno aveva gettato per cambiarsi». Un lettore, Silvio Ocone, ci scrive di aver subito il furto della bicicletta che aveva legato alla rastrelliera vicino al Cinema Nuovo. Ma non è tutto: «Mi vedo circondato da individui di ogni razza: un paio orinano ad un muro e alle mie rimostranze vengo anche minacciato». Ricorda anche un giovane che si è tuffato nella vasca di fronte alla stazione e poi si è sdraiato sul prato al sole. «Le nostre denunce sono quotidiane - dichiara il direttore della Confesercenti, Marco Sbrana -. Noi ci troviamo in una duplice veste: come associazione tuteliamo le attività commerciali della zona, ma siamo anche residenti avendo la sede in via Mascagni. Il presidio delle forze dell’ordine è un passo avanti, ma non basta».

Il presidente del Ctp 4, Luigi Puccini, non nasconde la realtà: «La situazione è delicata e complessa, d’altra parte in ogni città le aree della stazione sono il ritrovo di tutto e di tutti. Conosciamo il disagio e lavoriamo su più piani, dalle piccole alle grandi cose. Abbiamo ottenuto il potenziamento dell’illuminazione e la postazione delle forze dell’ordine». E una cancellata per chiudere lateralmente la galleria e tutelare gli abitanti? «Si tratta di proprietà privata, il Comune non può intervenire». Al Dopolavoro ferroviario il Ctp4 ha incontrato i residenti per fare il punto. Si attende l’ambizioso progetto che dovrà decollare con la prossima legislatura comunale: in pratica, la realizzazione di un grande “salotto” cittadino che leghi piazza della stazione con piazza Vittorio. Dice Puccini: «Più si fa vivere questa parte di città, più si attua un controllo sociale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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