Quando l’alcol rovina la festa della città
Caro “Tirreno”, sono un giovane volontario di un’associazione operante nel settore del soccorso sanitario. Io amo la mia città e le sue persone e tengo molto ad impegnarmi nel settore del 118
Caro “Tirreno”, sono un giovane volontario di un’associazione operante nel settore del soccorso sanitario. Io amo la mia città e le sue persone e tengo molto ad impegnarmi nel settore del 118. La notte di San Ranieri ero in servizio nel ruolo di soccorritore ed ho avuto per la prima volta l’occasione di vedere integralmente una notte di festa in città. Sono rimasto sbigottito da ciò che accade, non solo sui lungarni, ma anche nelle strade interne del centro storico: la cosiddetta “movida giovanile”, legittima per una città viva di studenti come Pisa, è lasciata allo sbando, in balìa dello scriteriato abuso di alcol e di droghe, di una pericolosa quantità di soggetti provocatori palesemente presenti lì per motivi del tutto diversi dall’occasione festiva. Il mio gruppo si è trovato a soccorrere persone infortunate per colpa delle bottiglie di vetro, anche rotte, presenti in ogni superficie calpestabile delle zone del centro, pericolosissime per chi indossa, a ragione nel mese di giugno, ciabattine o infradito, e nelle ore più tarde della notte, soprattutto nei pressi di piazza delle Vettovaglie, a correre per assistere giovani ubriachi fino all’inverosimile che si sentivano male, perdevano conoscenza e vomitavano dentro e fuori dai locali, procurando danni alla loro salute ed uno spettacolo assai triste e penoso se non disgustoso per chiunque sia dotato di un minimo di amore per la dignità e del senso civico.
C’è spazio, nelle vie del centro, per le famiglie dopo una cert’ora? No. Ho sentito da parenti invitati a casa di amici che spesso dopo i fuochi si deve interrompere frettolosamente la festa perché: «È meglio se torniamo a casa subito perché poi è tardi e abbiamo paura anche per i bambini». La violenza e gli atti inconsulti, causati per gran parte per alterazioni da sostanze, mina la sicurezza non solo della cittadinanza presente per l’occasione festiva, ma anche quella degli operatori che svolgono pubblico servizio e non sono rari episodi di veri e propri “assalti” ai mezzi di soccorso.
Questa è la realtà, destinata a riversarsi anche sui soccorritori, che purtroppo leggiamo sulla stampa locale: bottigliate, coltellate, vomito, sangue e insulti di tossici e alcolisti. Ciò che noi facciamo lo facciamo con passione senza tirarci indietro, ma è lecito chiedersi dove sia adesso il confine tra libertà e disordine e credo sia sacrosanto che ogni tanto qualcuno faccia il punto della situazione per parlare insieme di un problema che riguarda tutti noi.
Ciò che dico in queste righe è per amore dell’amatissima nostra città di Pisa, del nostro Santo Protettore San Ranieri e di tutta la cittadinanza. Con questo non voglio dire che la Luminaria non sia stata bella, ma che ci sono parecchi aspetti che possono renderla poco vivibile. Chiediamo fiduciosi alla nostra amministrazione comunale di fare qualcosa contro questi fenomeni affinché le occasioni festa (e tutte le sere) diventino eventi gradevoli e sicuri anche nelle ore più tarde della notte.
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